Un nuovo caso di USO: vediamo di che si tratta

Agli albori di 45 Giri Volanti accennai ad un fenomeno diffuso, seppur non quanto quello degli oggetti volanti, che vede coinvolti oggetti non identificati non solo in grado di spostarsi in aria, ma anche in acqua, sommersi. Di testimonianze di USO (Unidentified Submarine – o Submerged – Object) avvistati in tutto il Mondo ce ne sono molteplici, (quasi nessuna però è stata confermata o smentita) ma non ci sono, al contrario degli UFO, prove fotografiche e/o riprese in sovrabbondante quantità, specie recenti. Il caso di oggi, se non verrà bollato come falso, potrebbe essere davvero curioso.

Sono venuto a conoscenza del caso in questione grazie alla Pagina Facebook del quotidiano britannico “Mirror”, già citato su questo blog in passato in merito a questioni ufologiche. Inziamo.

UFO

Il video riportato dal Mirror (di cui vediamo un fotogramma qui sopra con evidenziato l’oggetto e, come è possibile leggere nell’immagine di introduzione al video, è stato ufficializzato dal Governo Americano) è stato diffuso dalla Scientific Coalition for Ufology (SCU), che si occupa di analizzare e studiare possibili evidenze ufologiche. La SCU riferisce di aver ricevuto il video da una “fonte ufficiale”, e che è stato registrato da una telecamera termica di un mezzo del US Department of Homeland Security (DHS). Grazie al sito ufficiale della sopracitata coalizione scopriamo che il video risale al 2013 ed è stato girato a Porto Rico. Nell’immagine sopra riportata, un fotogramma del video in esame, è evidenziato un oggetto che emerge rapidamente dall’acqua per poi dividersi in due. E’ riportato, nell’articolo del Mirror, che la velocità in acqua può essere approssimata attorno alle 90mph, ovvero circa 145km/h, mentre la velocità in aria (dopo che l’oggetto è emerso) è stimata attorno alle 120MPH, ovvero circa 193km/h. E’ curioso notare come l’inquadratura si sposti per seguire l’oggetto, come se chi la muove fosse incuriosito da ciò che vede e cerca di seguirlo per documentarne i movimenti. Sembra, insomma, che la ripresa dell’oggetto sia voluta, e non che sia apparso casualmente nell’inquadratura. La ripresa è abbastanza lunga e trattandosi di una termocamera riusciamo a vedere “meno peggio” i dettagli dell’oggetto. Sembra una sfera, in alcuni fotogrammi sembra che abbia qualche protuberanza, ma ciò che lascia perplessi è l’alone, l’aura attorno al corpo solido, come se irradiasse. La SCU comunica che non si tratta di droni, elicotteri o aerei ed effettivamente, ad una prima analisi, è davvero così: non assomiglia a niente di conosciuto. Nick Pope, a capo del “UFO Project” del Governo Britannico ai tempi, ha dichiarato “affascinante” il filmato in esame e che “potrebbe trattarsi di un nuovo tipo di drone, ma che la divisione in due oggetti e l’interazione con l’acqua rendono quest’ipotesi non troppo valida” e che “seguirà con attenzione gli sviluppi sul caso”. Vediamo se è possibile dare una mano a Mr. Pope.

La prima cosa che voglio sottolineare è proprio la scissione dell’oggetto. Sembrerebbe che la divisione avvenga vicina alla superficie dell’acqua e che il secondo oggetto, quello “più in alto”, sia in realtà un riflesso, data anche la sua “intermittenza”, che potrebbe essere l’oggetto volante “specchiato” sull’acqua. Per eliminare questo dubbio ci affidiamo al dettagliato reportage della SCU, dove, a partire da pagina 127, troviamo dei calcoli complessi e una minuziosa analisi delle singole fasi in cui l’oggetto interagisce con l’acqua. Troviamo, alle pagine 133 e 134, quanto segue (è impossibile copiare ed incollare dal testo originale):

UFO1

Appare ovvio che non si tratta di un riflesso, ma di due oggetti distinti. Più sotto:

UFO2

Addirittura, la velocità dei due oggetti è la stessa (per questo potevamo essere ingannati e pensare si trattasse di un riflesso). E’ quindi provato che, ad un certo momento, l’oggetto si divide. Il caso diventa più interessante. Dal minuto 0.40 del video riportato dal Mirror per parecchio tempo (minuto 1.00 e oltre) l’oggetto sembra cambiare forma. Più precisamente, sembrano due oggetti legati e/o estremamente vicini, che si muovono assieme, ma non essendo assicurati stabilmente l’uno all’altro sembra abbiano la libertà di ondeggiare indipendentemente. Vi faccio un esempio, pensate a due sfere legate fra loro con una corda molto corta: se ne muovete una, anche l’altra si muove ma oscillano, ondeggiano e si spostano con piccolissimi movimenti nello spazio limitatamente alla libertà che la corda concerne, un po’ come i palloncini in questo video. Anche in questo caso, il maniacale resoconto ci viene in aiuto, da pagina 99 a 118. Vengono analizzate in modo certosino tutte le varie trasformazioni della forma dell’oggetto, e, in conclusione, emerge che l’oggetto presenta una forma liscia, anche se in alcuni fotogrammi che precedono l’entrata in acqua si nota qualche “spigolo”. Inoltre, l’oggetto ruota a velocità diverse (questa potrebbe essere la spiegazione a ciò che mi è sembrato un cambio di forma) e che, molto importante, dal momento che si nota uno “splash” nell’acqua, l’oggetto è reale. Ecco tutto ciò che è emerso dall’analisi:

UFO3

E’ davvero difficile stabilire di che si tratta. Anzi, è quasi impossibile. Di certo l’oggetto è reale ed esiste, e sembra non sia sospinto da sistemi di propulsione conosciuti. E’ escluso anche che si tratti di un pallone, come riportato a fine rapporto. Si potrebbe credere che questo pallone, sospeso in aria, dia l’idea di essere in movimento a causa dello sfondo che si sposta per via degli spostamenti del velivolo che riprende. Un’analisi nel momento in cui lo sfondo è “piano”, e cioè contenente oggetti che possano portare a questa illusione, ha mostrato che l’oggetto si muove. Che cosa sia, però, ancora non lo sappiamo. Mi accodo a Nick Pope in attesa di ulteriori informazioni e possibili conclusioni su questo incredibile caso.

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Cosa è apparso vicino alla ISS?

A volte, come (forse) è capitato a me, la ISS può essere scambiata per un UFO. Cosa succede invece se l’UFO viene avvistato dalla International Space Station? Non è la prima volta che si sente parlare di oggetti misteriosi avvistati dalla Stazione Spaziale, ma nella maggior parte dei casi, dopo qualche ora dalla diffusione della notizia, si scopre che le immagini sono state create “artificialmente” ed il filmato viene giustamente etichettato come falso. Per il momento non ci sono smentite riguardo all’avvistamento che trattiamo, scoperto grazie al sito del Mirror, un giornale britannico.

L’articolo in sé non è particolarmente ricco di dettagli, anzi, non dice quasi nulla. Ci dice soltanto che il video è stato caricato in origine sul canale YouTube della NASA. Qui trovate quello del Mirror, mentre il video “originale” della NASA è raggiungibile qui.

Prima di leggere l’analisi a seguire, è davvero preferibile visionare attentamente il video del Mirror, davvero molto breve ma contenendo solo i fotogrammi che ci interessano rende meno” pesante” la presentazione del caso, tuttavia, per chi è interessato a visionare per intero il filmato ufficiale, i riferimenti dei singoli fotogrammi sono indicati accanto all’analisi degli stessi. Le immagini analizzate di seguito sono prese dal video ufficiale.

A partire dal minuto 1:10 del video originale è possibile notare un oggetto apparentemente triangolare con i tre vertici ben definiti:

UFO1

Utilizzando qualche programma per l’editing fotografico e “maneggiando” l’immagine si può evidenziare meglio l’oggetto, che si trova a destra, vicino alla “protuberanza” più grande (consiglio di aprire l’immagine per notare meglio il dettaglio):

UFO1EditRitagliando infine l’oggetto, ecco come si presenta:

UFO2Ho preferito non sporcare il fotogramma (già di bassa qualità) con linee colorate per evidenziare l’oggetto: si notano distintamente tre punti più luminosi che formano un triangolo, che sembra essere il corpo solido che unisce queste fonti di luce. La scarsa qualità ed il breve lasso di tempo durante il quale l’oggetto resta visibile nel video non ci permettono di capire bene cosa sia, ma notiamo che, nel filmato della NASA, l’oggetto appare gradualmente, dapprima è quasi invisibile per poi raggungere la massima visibilità, nel fotogramma sopra mostrato. Questo ci porta ad un bivio (chiarito più avanti): possiamo pensare che l’oggetto si muova verso la ISS ma potrebbe anche essere fermo a patto però che si trovi nelle (relativamente) immediate vicinanze (non abbiamo idea delle sue dimensioni, ma è probabile che sia davvero enorme, credo che la sua lunghezza, cioè dal vertice in alto fino a metà della base, non sia inferiore ai 500-600 metri) e che quindi con il movimento della ISS l’oggetto diventi sempre più vicino e quindi meglio visibile. Da notare il fatto che mentre la stessa ISS e la Terra si muovono, nel video, l’oggetto sembri immobile. Questo dettaglio, meglio evidenziato nel fotogramma successivo, è decisivo: potrebbe rivelare che l’oggetto sia in orbita come la ISS, quindi vediamo i suoi movimenti rispetto alla Terra e, nel primo fotogramma, anche rispetto anche alla ISS (come detto, appare gradualmente), mentre nel secondo fotogramma sembra davvero che segua un orbita come la Stazione perchè lo vediamo in movimento solo rispetto alla Terra. Nello specifico del primo fotogramma, c’è una precisazione da fare, perchè la Stazione Spaziale, pur essendo anche lei in orbita, è più lontana, quindi se l’oggetto avesse un moto proprio lo renderebbe “vagante” rispetto alla nostra inquadratura. Capisco che i concetti siano molto astratti e complessi ma, nel caso qualcosa non fosse chiaro, vi invito (oltre che, ovviamente, a farlo presente nei commenti, dove sarò felice di rispondere alle vostre domande) a rileggere più di una volta e a osservare bene i video per capire esattamente a quali dettagli mi riferisco.

Il secondo fotogramma, riscontrabile al minuto 1:50 del video della NASA, è davvero particolare:

UFO3

Non c’è necessità di usare filtri ed elaborazioni aggiuntive perchè l’oggetto è davvero ben visibile, stavolta. Adesso abbiamo quella che sembra una fila di punti molto luminosi (e non deboli luci, come nel precedente fotogramma) tutti allineati, che, per quanto visibili solo per breve tempo, risultano immobili dal nostro punto di vista ma in movimento rispetto alla Terra: questo colma il nostro dubbio iniziale: l’oggetto è sicuramente in orbita come la ISS e, probabilmente, abbastanza vicino perchè molto ben visibile, anche se potrebbe essere discretamente lontano ma… Enorme. Per avere un’idea più chiara leggete l’analisi del mio avvistamento a New York in cui è ben spiegato quanto la luminosità possa influire nella determinazione della distanza/dimensione di un oggetto. In breve, però, si può riassumere così:

Maggiore Luminosità : Maggiore Distanza = Minore Luminosità : Minore Distanza

Non sappiamo davvero cosa possano essere gli oggetti catturati nel filmato. Possiamo certamente escludere che siano stati aggiunti in seguito per falsificare un banale video di “routine” perchè è stato caricato dalla NASA sul canale YouTube ufficiale. Non escludiamo però che possa trattarsi di un riflesso, di un “detrito” in orbita o altro. Come mai la NASA ha comunque pubblicato il video? Avranno capito che non è niente di eccezionale? Commentate!

Gli alieni sono sempre stati presenti sul nostro pianeta e hanno contribuito alla nascita di opere monumentali?

Più di una volta abbiamo detto e specificato che gli alieni sono da sempre stati presenti sul nostro Pianeta, ma non abbiamo mai preso in seria considerazione l’idea che essi potrebbero aver contribuito in maniera massiccia alla nascita del Mondo come lo conosciamo oggi. Andando molto indietro nel tempo ci rendiamo conto che gli Egizi, i Maya e tutti i loro “coetanei” hanno lasciato, in maniera più o meno evidente, tracce della loro esistenza, chi con grandi e monumentali Piramidi e chi con profezie complesse riguardo la Fine del Mondo che, si badi bene però, sarebbe avvenuta diversi millenni dopo. Tutte queste “imprese” monumentali, se ben ci pensiamo, risultano impegnative anche con i mezzi attuali. Basta pensare alle Piramidi di Giza o a quelle del Messico, incredibilmente precise e solide nonostante i mezzi a disposizione (parlo di quelli a noi conosciuti…) non fossero neanche lontanamente paragonabili a quelli attualmente a nostra disposizione. Come hanno fatto allora a realizzare tali capolavori di ingegneria senza potenti mezzi idraulici o, più genericamente, a motore?

Nel caso delle Piramidi di Giza è curioso notare come i blocchi posti sulla cima siano ben più grandi di quelli alla base, il che, oltre a comportare non pochi problemi di stabilità e di resistenza, risulti anche quasi impossibile sfruttando solo forza muscolare (animale o umana che sia). Queste misteriose strutture, come si può notare dalla foto sotto, non sono cave all’interno, come la maggior parte della gente pensa, ma sono “bucate” soltanto da un breve, stretto e ripido cunicolo che porta ad una camera che serviva a contenere il sarcofago. Immaginatevi di costruire uno stadio costituito anzichè da uno “scheletro” di ferro e acciaio ricoperto da cemento armato un’enorme anello tutto di mattoni sovrapposti senza nessuna impalcatura all’interno, solo mattoni sovrapposti in lunghezza, larghezza e altezza.

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Questo è lo schema della Piramide di Cheope. Come si nota, l’interno è praticamente pieno, costituito da migliaia di mattoni uno sull’altro con un piccolo passaggio all’interno.

Evidentemente, deve esserci qualcosa di più, oltre ciò che sappiamo. Nessun popolo antico sarebbe riuscito a dar vita a creazioni del genere da terra, per di più allienate secondo un preciso schema fra loro. Gli alieni, con le loro tecnologie misteriose e di inaudita potenza, potrebbero aver contribuito in maniera efficace alla realizzazione rapida e precisa di queste antiche costruzioni. Tuttavia, sono moltissime le “stranezze architettoniche”, talvolta molto più elementari e semplici di queste, che non hanno un’origine ben chiara e che continua ad appassionare gli storici grazie al velo di mistero che avvolge la loro nascita. Alcuni esempi suggestivi e molto conosciuti potrebbero essere i “Moai” dell’Isola di Pasqua o i Dolmen di Stonehenge. Eccoli di seguito.

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Ecco i Moai, enormi teste conficcate nel terreno dell’Isola di Pasqua, misteriosa e molto “rurale”. Una di queste enigmatiche e interessantissime sculture è presente nel film “Una notte al museo“, dove chiede con insistenza una gomma da masticare. Che cosa vogliono rappresentare? Visitatori alieni? Come è stato possibile crearle in modo così preciso, smussato e come hanno fatto a farle così simili fra loro?

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Molto vicino a noi, il sito di Stonehenge (UK), è da sempre discusso e chiacchierato da ufologi, astronomi e studiosi della religione. C’è chi crede che sia un osservatorio, una primitiva base per i Dischi o semplicemente un tempio di meditazione. La verità potrebbe essere un mix delle tre ipotesi, come in molti sostengono… Personalmente credo che l’ipotesi extraterrestre stavolta sia da scartare, mentre credo che è assai probabile che si tratti di un tempio appartenuto ai Druidi.

Nonostante tutte queste riflessioni purttroppo non siamo giunti alla risposta (e forse non ci riusciremo mai…), ma sicuramente ci siamo resi conto di quanto una possibile influenza extratterrestre possa aver contribuito a formare le fondamenta del mondo come lo conosciamo.

I viaggi nel tempo: arma segreta degli alieni o sogno irrealizzabile?