“Squadra Speciale UFO” – Puntata del 28/04/13

Eccoci giunti ad un altro commento di una puntata fra le tante trasmesse nelle interminabili serie televisive. Dunque, di cosa trattava questa puntata? Forse sembrerò monotono e difficile da accontantare, ma non posso fare a meno di dire che anche qui non percepivo quel “Qualcosa” che fa la differenza fra una novellina e un programma scientifico ma coinvolgente, capace di miscelare la precisione e l’esattezza della scienza e degli studi con ricche ed estese opinioni personali motivate in modo brillante. Tuttavia, non tutto è perduto, perchè rispetto alla puntata scorsa (La Storia Segreta degli UFO) c’è stato un passo avanti discreto, soprattutto perchè trattandosi di una serie oramai collaudata, i conduttori sono gli stessi, e fra loro dialogano, si confrontano e si “muovono” in modo alquanto confidenziale, strizzando l’occhio alla quantità delle informazioni. L’argomento trattato, devo ammeterlo, non era particolarmente famoso, per cui si poteva spaziare liberamente. Così è stato: in pratica i tre (un’esperta di tecnologia, un ufologo e uno geologo) si trovano ad analizzare un  filmato girato nel 1997 dove si vedrebbe un UFO “rimbalzare” sul terreno nei pressi di una base missilistica per poi terminare la corsa in uno spettacolare botto. I tre si recano dal tizio che glielo ha fornito, un anziano ufologo con una benda nera (?) che gli riferisce di non essere l’autore del video ma di averlo ricevuto in maniera anonima nel 1997. Lui crede che gli alieni ci abbiano visitato più volte e questa sia la prova di un atterraggio fallito. Fra l’ufologo e il geologo parte una piccola discussione sulla natura dell’oggetto: un disco o un missile (o, per usare le parole dei due, un plum cake o una matita)? Per risolvere tale dubbio si recano da un esperto di missili e pilota di caccia oramai in pensione, che conferma che si tratti di un disco. Tuttavia, la sua risposta potrebbe essere stata influenzata da un avvistamento a cui ha assistito quando era in servizio.

Durante la notte salgono su una montagna nei pressi della città in cui si registrarono più fenomeni (ah, dimenticavo, tutto si svolge in New Mexico), equipaggiati di telecamere termiche, binocoli e di “intercettatore radio” per ascoltare le conversazioni fra i piloti e la torre di controllo. Finiscono l’esperienza senza successo quando un pilota li vede e segnala la loro presenza alla torre di controllo.

Che dire dunque? Sicuramente interessante, soprattutto per l’originalità dell’argomento. Nel mio decoder ho un’altra puntata della stessa serie registrata, nei prossimi giorni arriveranno il commento e la “critica”, che chiuderrano il ciclo dedicato alle puntate televisive per dare il cambio alle puntate che a voi tutti piacciono tanto e che fino ad’ora avete seguito di 45 Giri Volanti!

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“La Storia Segreta degli UFO” – Puntata del 28/04/13

In questi giorni, considerando che le nostre “puntate” sono arrivate a buon punto, verranno “sospese” per parlare e commentare alcuni episodi delle più celebri serie televisive sugli UFO. Iniziamo con “La Storia Segreta degli UFO“, andata in onda il 28 Aprile scorso. Essendo trasmessa su National Geographic, credevo fosse, come la maggior parte dei programmi che possiamo trovare su quel canale, molto rigorosa dal punto di vista scientifico ma anche curata nei dettagli, con video inediti, immagini in alta definizione (o comunque “digitalizzate“…), ma purtroppo non è stato così. Innanzitutto, per l’ennesima volta, si è parlato dei soliti, conosciuti, discussi, monotoni e documentati fino all’inverosimile avvistamenti, a partire dalle Luci di Phoenix. Se da un lato è bene che siano riportati casi comprovati e analizzati nei dettagli, per evitare di diffondere notizie vere a metà (o per nulla…), dall’altro chi è nel “giro” (gioco di parole…) dell’ufologia da qualche anno non ne può più di sentire sempre le stesse cose… L’unico aspetto che mi è piaciuto riguardo a questa storia è che (devo essere onesto, non lo sapevo) ci fu un’altro avvistamento, praticamente sconosciuto e per nulla documentato. In pratica, prima delle luci che tutti conosciamo, fu registrato l’avvistamento di un grande triangolo in prossimità della cima di una montagna a circa 80 km. Il Triangolo venne descritto come un oggetto lungo come due/tre campi da Football, molto silenzioso e anche “semitrasparente”: pareva come infatti che l’interno fosse suddiviso in scomparti. Poi, in un lampo, sparì nel nulla. Dopo dieci minuti abbondanti di “luci” si è iniziato a parlare (facendo diminuire, a mio vedere, la serietà del programma) di Incontri Ravvicinati e di Contattisti. In pratica si è detto che la maggior parte dei contattisti degli anni ’70 erano “truffatori”, che si divertivano a raccontare balle a pagamento… L’unica storia considerata plausibile era quella di una coppia che, viaggiando di ritorno dal Canada, venne rapita dagli occupanti di un Disco.

In conclusione credo che la puntata non fosse assolutamente all’altezza di come fu presentata, in parte perchè condotta da “scettici“.

Nei prossimi giorni arriveranno altri commenti…

Sono solo gli alieni che cercano un contatto con noi o anche noi abbiamo desiderio di contattarli?

Da sempre, riferendoci agli UFO e agli alieni, partiamo col presupposto che siano loro a cercarci. Diamo per scontato che loro sono i Visitatori. Oggi invece voglio parlarvi di un caso (purtroppo quasi sconosciuto) in cui siamo stati noi a cercare un contatto con loro, chiunque essi siano. A Porto Rico, precisamente ad Arecibo, ha sede il più grande radiotelescopio esistente, usato normalmente per lo studio dell’atmosfera e di ciò che circonda il nostro pianeta, nel corso della sua carriera (che ha inizio nel 1963) è stato usato anche per due altre importanti faccende. Per lo studio dei statelliti russi e per inviare un messaggio (che vedremo meglio in seguito) verso la nebulosa M13 (1974). Innanzitutto, siccome la nebulosa dista 21000 anni luce dalla terra, serve un radiotelescopio di dimensioni impegantive: quello di Arecibo è sufficientemente grande (FIG.1)! Ma vediamo di capire meglio: un messaggio, dicevamo. Ma che tipo di messaggio? Come avrebbero potuto interpretarlo gli extraterrestri? Cosa conteneva? Vediamo di rispondere a queste domande dopo il salto.

Immagine (FIG.1) Ecco il telescopio di Arecibo, un enorme parabola sormontata da un antenna di 900 tonnellate sorretta da tre enormi pilastri di cemento armato. L’ideale per “scrutare” l’Universo…

Chiaramente, il messaggio inviato (FIG.2) non poteva essere creato sulla falsa riga delle letterine a Babbo Natale… Infatti esso conteneva un sacco di informazioni, dai numeri da 1 a 10 a delle immagini stilizzate del radiotelescopio, passando per la forma del DNA umano. Tutto scritto in una lunga serie di 1 e 0 combinati assieme: il codice binario. Ci volle molto per trasmetterlo? No, poco più di tre minuti.

Immagine (FIG.2) Il messaggio, tradotto dal codice binario, dava origine ad un immagine bitmap, quella che vedete sopra riportata. In pratica, questa è “l‘interfaccia grafica” del messaggio scritto in “riga di comando“. Un modo più semplice di rappresentare lo stesso concetto.

Immagino che tutti vi starete chiedendo: “Ma gli alieni (se esistono…) lo hanno letto? Ci hanno dato una risposta o è stato solo un totale fallimento?” Dare una risposta non è così semplice, ma un evento del 2001 ci da un indizio, a mio vedere, inequivocabile, del fatto che gli alieni abbiano letto il messaggio e ci abbiano anche risposto.

Accanto al SETI, nel Regno Unito, apparve un gigantesco cerchio nel grano (FIG.3) praticamente identico al messaggio che gli avevamo inviato nel 1974. Non uguale, ma simile: lo hanno voluto modificare? Ci hanno dato la loro versione? Chissà…

Immagine (FIG.3) Il Crop Cicle del Regno Unito, del tutto simile al messaggio che gli avevamo inviato.

Mettendo assieme gli schemi dei due messaggi notiamo piccole ma signifative differenze. La più sorprendente, il corpo con l’aggiunta del volto. Che dire? A sinistra abbiamo lo schema di ciò che scrivemmo noi, a destra il messaggio di risposta. A voi i commenti:

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L’idea che degli extraterrestri ci abbiano dato conferma della loro esistenza mi fa venire i brividi, e non riesco a fare a meno di pensare alle conseguenze che ciò potrebbe portare (sia positive sia negative…). Tuttavia, se volete andare molto più a fondo riguardo a ciò che abbiamo appena discusso e analizzato, recatevi su questo sito (purtroppo solo in Inglese): http://www.abovetopsecret.com/forum/thread340541/pg1

Extraterrestri e religione: nei testi antichi riportati i primi grandi avvistamenti?

Ringrazio Pasquale per l’idea del radiotelescopio…

 

 

 

IR e conseguenze: cosa succede a tante persone nel mondo?

Innanzitutto, mi scuso con voi per la lunga assenza. Purtroppo ho avuto scadenze da rispettare e impegni che mi hanno tenuto occupato per parecchio (Sola fù il blog e chi lo scrisse). Prima di partire con la nuova puntata della serie, vi informo che un mio amico mi ha raccontato (a grandi linee) che, qualche anno fa, sulla città di Prato, si registrarono numerosi avvistamenti, uno dei quali finito a Studio Aperto. Se riesco a trovare storie, testimonianze e foto ci scriverò un articolo.

Incontri Ravvicinati, dunque. La prima cosa che viene in mente a tutti noi (quasi tutti…) pensandoci, è il film “Incontri Ravvicinati del III Tipo” (FIG.1). Come mai proprio del III Tipo? Come riportato nel mio TOPIC (che trovate qui insieme all’articolo collegato: https://45girivolanti.wordpress.com/2013/04/09/la-mia-esperienza-con-gli-ufo-topic/) è chiaro che, fino ad ora, sono stati registrati più tipi di IR:

“IR 3) Una osservazione di esseri animati in associazione con un avvistamento di UFO;
IR 4) Un essere umano viene rapito da un UFO o dai suoi occupanti.”

Come si capisce guardando il film, infatti, tutto si incentra nell’incontro con queste strane creature extraterrestri. Ecco dunque spiegato il titolo. Per quanto il punto 3 possa risultare molto interessante, il punto 4 credo lo sia molto di più. Vediamo perchè dopo il salto.

Immagine (FIG.1) La copertina del film “Incontri Ravvicinati del III Tipo” di Steven Spielberg

Immaginatevi che uno dei vostri amici, parenti, colleghi… vi telefoni ansimando e, con voce tremante, vi dicesse di essere stato rapito dagli alieni: gli credereste? Credo che, per la maggior parte di voi, la risposta sia negativa. Forse è il pregiudizio che ci frega, non siamo disposti ad ammettere che ci sia altra vita nell’Universo, per cui fatichiamo assai a credere alla testimonianza del povero malcapitato. Altra situazione: voi stessi venite rapiti dagli alieni o, più semplicemente, vi capita di osservarli per caso: lo direste a tutti lasciando al destinatario la scelta di credervi o meno o terreste l’esperienza solo per voi? Credo che in molti sceglierebbero la seconda opzione. Paura di essere presi per pazzi o di essere posti sotto cattiva luce? O forse faticate voi stessi a credere a ciò che avete vissuto? Bah, non so che risposte darvi, stavolta… Quello che posso dirvi è che, fra i tanti coraggiosi che decidono di rendere pubblica la propria avventura, molti descrivono il fatto come un sogno, o come un evento svoltosi in una dimensione parallela. Una delle testimonianze che più mi ha colpito e interessato, ho avuto il piacere di ascoltarla qualche anno fa in un programma (A caccia di UFO) trasmesso su History Channel. Una famiglia americana che viveva vicino ad un boschetto, ha raccontato di aver visto, molto vicino a loro e praticamente a contatto con l’abitazione, degli strani globi rossi o bianchi (Foo Fighters? Chissà…) che iniziarono a volteggiare nel giardino. Il loro cane, iniziò ad abbaiare contro ad essi in modo davvero deciso: i globi si spostarono nel bosco e il cane li inseguì, nonostante i tentativi di bloccarlo da parte della famiglia. Poco dopo videro un lampo e udirono un lamento: si precipitarono in quella direzione e trovarono (se vi impressionate facilmente non vi conviene leggere la parte in grassetto) il cane trasformato in una specie di gelatina fluida, simile al miele. Diciamo che se prima credevate poco a questa storia adesso siete completamente sfiduciati… Scherzi a parte, la storia in sè è alquanto insolita, devo ammeterlo, ma come vedremo fra qualche articolo è possibile che gli UFO arrechino danni ad oggetti e, ancora più spesso, arrivino addirittura a fare esperimenti sugli animali del nostro pianeta. Concludo esprimendo la mia opinione: da ufologo principiante non ho le prove per affermare che gli alieni ci abbiano fatto visita, ma credo fermamente che sia una cosa davvero probabile; nel 1969, l’uomo, con tecnologie arretrate rispetto ad ora, è riuscito a raggiungere la Luna, quindi non vedo perchè creature presumibilmente più avanzate di noi non possano aver fatto lo stesso…

Crop Circle: Cosa sono? Come vengono creati?

 

George Adamski e gli IR: la Chiave di Volta o un semplice esibizionista?

Dopo aver parlato degli UFO nel Rinascimento, continuiamo la nostra serie… Vediamo dunque di passare alla puntata successiva. Chiunque sia nel giro degli UFO da qualche anno avrà sicuramente sentito nominare George Adamski. Pur essendo un cittadino americano come tanti, è passato alla notorietà per i suoi racconti di presunti IR (o CE, se vi piace l’inglese) con gli alieni. Ha scritto tantissimi libri (io, ad esempio, ho letto recentemente “A bordo dei Dischi Volanti”), arrivando addirittura a creare disegni, schemi e progetti delle navicelle su cui veniva abitualmente opsitato dai sui “amici” extraterrestri. La cosa curiosa è che il modello dei “Dischi di Adamski” è stato più volte considerato attendibile da numerosi ufologi e appassionati (FIG.1), poichè, dopo un raffronto fra le testimonianze dei testimoni oculari e le immagini da essi scattate, erano evidenti numerose somiglianze e caratteristiche comuni con ciò che Adamski scriveva e disegnava. Anche le sue descrizioni -estremamente dettagliate- sulle creature degli altri pianeti (c’erano abitanti del pianeta Marte, altri del pianeta Giove) facevano intuire che, forse, qualcosa di vero c’era. Gli extraterrestri descritti nelle opere non avevano le calssiche fattezze degli alieni che ci immaginiamo: pare, infatti, che loro siano praticamente identici a noi terrestri, tranne per qualche sfumatura degli accenti nella lingua frettolosamente parlata tutti i giorni. Soltanto conoscendo in maniera davvero approfondita questi Visitatori è possibile capire davvero la loro storia. E’ chiaro che, soprattutto agli albori della sua carriera, la gente faticava a credergli… Tuttavia, se tutto ciò fosse vero, sarebbe in breve confermato il mito degli alieni che da sempre visitano il nostro pianeta.

Immagine FIG.1.: Uno “spaccato” di un Disco di Adamski

Analizziamo meglio le navicelle descritte da questo (a mio vedere) visionario contattista. Innanzitutto, esistono vari tipi di Dischi, che variano da pianeta a pianeta (un po’ come le auto Europee e le auto Americane), per cui non è sempre possibile stabilire il tipo di tecnologia che li muove. Proprio riguardo a quest’ultimo punto Adamski presta molta attenzione: stando ai suoi racconti i Dischi sarebbero mossi da un’enorme palo al centro dell’astronave che distribuisce tramite cavi nascosti nel pavimento l’energia necessario all’avanzamento del mezzo nello spazio. Per quanto sia ben chiaro da dove deriva l’energia, non è ben chiaro come essa sia collegata al movimento. Leggendo i vari romanzi, specialmente nelle parti in cui ci si trova davanti a individui mai incontrati, si avverte benissimo il dubbio dello scrittore nel rivelare troppe informazioni su ciò che si trova davanti agli occhi.

Credo che dietro a George Adamski ci sia una storia incredibile raccontata in modo ineccepibile nei suoi romanzi, ma purtroppo sottovalutata dalla maggior parte degli interessati.

Belgio ’82: Buco nell’acqua o seria minaccia?

UFO e USO: che cosa sono?

Nel mondo dell’ufologia non esistono solo dischi volanti e alieni. Esistono anche altri tipi di velivoli, tuttavia poco conosciuti, che interessano i ricercatori. Sono gli USO. Mentre gli UFO possono soltanto “volare” (UFO = Unidentified Flying Object), gli USO (Unidentified Submarine Object) possono anche immergersi per poi volare come semplici velivoli. Per intenderci, gli USO sono come il Sottomarino Giallo dei Beatles… Nel Giugno 1967 i passeggeri del natante “Naviero” videro un enorme oggetto (lungo una trentina di metri) di forma cilindrica che emetteva una luce pulsante blu e bianca che pareva fluttuare a pochi metri sul livello del mare. Non emetteva suoni e, ancor più incredibile, l’acqua sotto all’oggetto non si increspava (a differenza di come potrebbe accadere con un elicottero…). Pochi minuti dopo l’oggetto scattò a velocità sostenuta verso il Naviero: mentre stava per colpirlo, l’USO s’inabissò e scomparve nell’acqua più profonda. Di seguito è riportata una foto di un USO.

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I testimoni raccontano che la cosa più impressionante è vedere questi enormi oggetti (tondeggianti, cilindrici…) volteggiare silenziosamente sulle onde per poi vederli bruscamente inabissarsi. Un testimone particolarmente attendibile (un membro della Marina Americana) raccontò di aver assistito non solo all’immersione dell’USO, ma anche all’emersione (avvenuta dopo circa 30-40 minuti): dal fondo del mare (l’acqua non era altissima, circa 80-90 metri) vide delle piccole luci pulsanti gialle e blu elettrico, da prima immobili, poi via via sempre più intense e più veloci. Dopo pochissimi secondi dalla superficie sbucò un enorme disco dal diametro di circa 15 metri che, nonostante la grande velocità e le dimensioni titaniche, non spostò l’acqua, come se fosse “invisibile”. Inoltre, non era neanche bagnato. Sembrava che non avesse mai avuto a che fare con il mare. Nonostante tali fenomeni siano sporadici, fanno mormorare parecchio gli ufologi, che sperano di poter scoprire le incredibili tecnologie nascoste dentro a quei misteriosi 45 Giri Volanti di colore grigiastro che da sempre ci ronzano intorno (scusate i giochi di parole…)

George Adamsky e gli IR: la Chiave di Volta o un semplice esibizionista?

La mia esperienza con gli UFO (+ TOPIC)

Il sogno di tutti gli appassionati di ufologia è riuscire a vedere (con i propri occhi o con l’obiettivo della propria macchina fotografica) un disco volante o un alieno. Purtroppo quasi nessuno riesce nell’impresa e, nel fortunatissimo caso, chi ci riesce, serba per sè tale esperienza per paura di essere messo in ridicolo. Anche io vorrei tanto vivere un IR (Incontro Ravvicinato), ma, essendo cosciente di pretendere troppo, poco tempo fa decisi di avviare un progetto -fallito miseramente- che avevo nominato Green Book, ispirandomi al progetto degli Stati Uniti di cui più avanti parlerò. In cosa consisteva il mio progetto? La mattina, prima di andare a scuola, per tre giorni, ho piazzato con un cavalletto una videocamera rivolta verso il cielo, sperando di catturare qualcosa per le due ore successive. Immagine

Purtroppo, essendo inverno e mattina presto, i filmati risultavano poco definiti e scuri, per cui ho deciso di sospendere le riprese fino a che il tempo non sarebbe risultato idoneo a riprendere potenziali velivoli extraterrestri. Un’altra esperienza (stavolta più sobria e dal tono più formale), riguarda il mio esame di Inglese. Già dall’anno scorso frequento un corso di approfondimento di questa lingua e, ogni anno, alla fine del ciclo di lezioni, è consigliabile sostenere un esame per certificare il proprio livello di conoscenza. Ogni candiato deve portare un argomento (TOPIC) che deve esporre all’esaminatore (ovviamente in Inglese). L’anno scorso il TOPIC era: “Il mio programma televisivo preferito: TOP GEAR“; quest’anno invece é “UFOs and Aliens“. Eccolo di seguito in Italiano:

“Il fenomeno degli UFO e degli alieni è da sempre conosciuto, fin dai tempi delle antiche civiltà come gli Antichi Egizi e i Maya. Proprio questi ultimi, nel corso della loro esistenza, hanno raccolto varie prove che, secondo loro, potevano giustificare tali misteriose apparizioni nel cielo. Credevano che fossero segni divini o doni che i loro Dei davano loro per comportamenti onesti e giusti, oppure, al contrario, come punizioni per atti che non erano ammessi. La stessa profezia sulla Fine del Mondo (che si è rivelata falsa) si crede possa essere stata originata da un avvistamento che ha particolarmente colpito l’antica civiltà. Tuttavia, gli avvistamenti e gli Incontri Ravvicinati sono ancora molto attuali e diffusi su tutto il pianeta. In particolare, ci sono vari tipi di Incontri Ravvicinati (IR). Qui di seguito sono elencati i più diffusi:IR 1) Avvistamento di uno o più oggetti volanti non identificati;IR 2) Una osservazione di un UFO e fenomeni fisici provenienti dall’UFO, come radiazioni o cerchi nel grano;
IR 3) Una osservazione di esseri animati in associazione con un avvistamento di UFO;
IR 4) Un essere umano viene rapito da un UFO o dai suoi occupanti.
Spesso, però, si finisce per scambiare oggetti e creature “identificati” per UFO o alieni. Ogni anno, purtroppo, fra tutte le segnalazioni, il numero di falsi allarmi supera di molto quello di fenomeni realmente accaduti. Negli USA, ad esempio, dall’estate 2012, il numero di avvistamenti è drasticamente diminuito; nel Sudafrica, invece, stanno aumentando. Nel maggior parte dei casi, le segnalazioni non vere, sono facilmente spiegabili con fenomeni atmosferici, palloni meteorologici o semplici aerei di linea che al buio vengono scambiati per Dischi Volanti. In alcuni casi-limite si tratta di tecnologie militari in via di sperimentazione: durante e dopo la Guerra le segnalazioni ufologiche sono aumentate poiché quasi tutti i paesi, preoccupati di poter essere colti impreparati da una nuova guerra, iniziarono a sperimentare nuove tecnologie, completamente sconosciute ai civili. Personalmente credo che, anche se molto raramente, gli extraterrestri abbiano realmente visitato il nostro pianeta, ma purtroppo le possibilità di stabilire un contatto con loro sono davvero modeste.”

Fatemi sapere cosa ne pensate e raccontatemi le vostre esperienze!