UFS, ovvero Unidentified Flying Screw

Ho ritrovato, negli articoli in “Bozza” del blog, questo simpatico post datato Novembre. Nonostante fosse stato completato in ogni sua parte, non era stato pubblicato, evidentemente per errore. Lo riporto quindi integralmente come è stato scritto a suo tempo.

Se continuiamo così, 45 Giri Volanti diventerà un blog umoristico piuttosto che un punto di riferimento per l’ufologia. Cosa si nasconde dietro al titolo anglofono di oggi? Una delle tante idiozie trovate in rete. Parliamo di una vite (sì, una di quelle che tengono insieme gli oggetti, una comunissima vite) che viene scambiata per un Oggetto Volante Non Identificato. Allucinazioni? Droghe? No, cervello in standby. Procediamo con ordine, partendo col dire che la notizia è apparsa sulla mia home di Facebook grazie alla condivisione di qualcuno. Siccome conocevo già il blog collegato a quel link, volevo vedere fin dove sarebbe arrivata oggi la fantasia di chi lo gestisce. Ecco qui l’articolo a cui faccio riferimento. La cosa che più mi piace è la presunzione del titolo: “Non ci sono dubbi: c’è vita su Marte”, come se ormai tutti i principali astronomi, studiosi e ricercatori del mondo (gente pagata non poco per arrivare a svolte concrete nel campo, non i primi scemi trovati per strada) fossero concordi che, su quel pallino rosso che vediamo da casa, ci sia effettivamente una vita evoluta, addirittura in grado di costruire e condurre velivoli che sulla Terra sono solo fantasia. “Quando dalla NASA vengono rilasciate immagini di questo tipo, è impossibile non porsi alcune domande”, scrivono. Anche io mi pongo delle domande, leggendo questi articoli, ma non credo sia consigliabile proporle qui. Durante tutto l’articolo chi scrive sente di avere il Mondo in mano e che finalmente può mostrare a tutti che gli alieni esistono, grazie a quei distrattoni della NASA che si sono fatti scappare lo scoop pubblicando sul loro sito una foto che ritrae un disco volante. E’ facile intuire che qualcosa sotto c’è. Sarò breve perchè c’è davvero poco da dire: il post si apre con questa immagine allegata:

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(Nota dell’autore: anche l’osservatore meno attento al Mondo si sarebbe reso conto che a sinistra c’è un “gradino” che sarebbe impossibile trovare sul suolo di qualsiasi pianeta. E’ quindi facile intuire che potrebbe trattarsi del telaio del rover…)

La cosa incredibile, secondo l’autore, è che una prova così evidente dell’esistenza della vita su Marte (addirittura in grado di condurre enormi dischi volanti) sia stata rilasciata dalla NASA stessa, difatti l’immagine può essere trovata sul sito ufficiale del Jet Propulsion Laboratory in modo libero ed accessibile senza nessuna complicazione. Difatti, quella specie di piatto rigirato, l’UFO, non è altro che una vite che unisce due pezzi del rover Opportunity, come mostrato in questo video.

L’indagine di oggi (non vorrei chiamarla così) si conclude (menomale). La vera domanda è: cosa ci sarà dopo?

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UFO vicino alla Statua della Libertà: approfondiamo

Dopo qualche mese riprendo la stesura di un nuovo post. Mi scuso se il tempo che intercorre fra un articolo ed un altro ultimamente è biblico ma, a causa di impegni scolastici e non, è davvero difficile trovare il tempo di scrivere e documentarsi adeguatamente in merito alle ultime vicende ufologiche. Approfitto di questa breve premessa per farvi (in mostruoso ritardo) tanti auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Oggi analizziamo un nuovo avvistamento nei pressi della Statua della Libertà di New York, del quale sono venuto a conoscenza grazie al sito web del quotidiano britannico Daily Mail, che il 13 Dicembre ha riportato l’evento.

Allora, cosa è accaduto?

Scott Kensington, colui che si fa portavoce dell’evento, racconta che sua moglie e sua sorella, in vacanza a New York, in occasione di una visita alla Statua della Libertà, mentre scattavano qualche foto ricordo, notano uno strano disco nero vicino ad essa. Iniziano subito a filmarlo, e pubblicano i pochi secondi di filmato su YouTube, ma purtroppo non possono dilungarsi più di tanto nel riprendere in quanto, a suo dire, hanno terminato lo spazio di archiviazione sulla macchina. Ecco a seguire un fotogramma dove si vede l’oggetto, ben evidenziato:

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Che dubbi ci sono in merito a questo filmato? Innanzitutto, qualcuno ha fatto giustamente notare che nessuno andando in vacanza a New York (quindi prevedendo di scattare numerose foto/registrare brevissimi video) si porta appresso una quantità “contata” di GB per archiviare i propri scatti. E’ altresì vero che i video pesano più delle foto, soprattutto se in alta qualità, quindi è normale che lo spazio si sia esaurito dopo pochi secondi, ma, contro a quest’ultima frase, è da sottolineare che il video dura davvero poco (58 secondi) ed è registrato in 1080p, (almeno da quanto vediamo da YouTube), quindi, per quanto pesante, uno spazio equivalente sarebbe occupato da veramente poche foto. Inoltre, chi ha caricato il filmato si scusa del fatto che le immagini siano traballanti: chi filmava, difatti, aveva le mani ghiacciate perchè stava tenendo la videocamera puntata verso l’alto e non indossava i guanti. Il video però non dura neanche un minuto e già dall’inizio il “tremore” è evidente. Possibile che chi filmava stesse tenendo la videocamera in quella posizione da diverso tempo senza registrare niente? Come mai, di tutti i turisti presenti, esiste solo un filmato (quello in questione)?

E’ stata avanzata un’ipotesi in merito al filmato in questione: l’oggetto filmato potrebbe essere un pallone solare, ovvero una specie di palloncino gigante che, sfruttando lo stesso principio delle mongolfiere, rimane in sospensione grazie all’aria che si riscalda all’interno. Ne vediamo sotto alcuni esempi, ma ne esistono di più forme e misure, quelli per uso “scientifico”, per esempio, sono molto più grandi, somigliano a mongolfiere e si vedono molto di rado, praticamente mai, a causa delle altitudini a cui operano e perchè, sostanzialmente, non ce ne sono moltissimi:

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Questa teoria ha però due “falle”: prima di tutto, a questi palloni è legato un filo (come si vede dalle immagini, come detto prima sono utilizzati principalmente come “giochi scientifici” dai bambini americani) che permette di controllarne l’altitudine. Questo oggetto sembrava parecchio alto e, diciamoci la verità, quanti bambini giocano coi palloni solari a Manhattan per cui potrebbe essere “sfuggito” ad uno di loro? Date un’occhiata qui per vedere come dilettarvi con un pallone solare, vi renderete conto che è praticamente impossibile usarlo a New York, neanche in uno degli immensi parchi della città. Inoltre, con l’intenso traffico aereo, come sarebbe potuto resistere senza essere stato travolto da un aereo per tutto quel tempo (consideriamo che la Statua della Libertà è su un’isoletta abbastanza distante da Manhattan)? Il secondo motivo, ancora più schiacciante, è il movimento dell’oggetto. Un pallone pieno di aria calda non è in grado di spostarsi in maniera rettilinea a velocità costante ed addirittura si stazionare a mezz’aria. E’ chiaro che questa tesi non è considerabile valida.

Potrebbe essere un velivolo sconosciuto e mai visto prima? Forse, ma temo che la soluzione sia ben più semplice ed immediata. Il video non è autentico. Cosa mi porta a questa forte affermazione?

Prima di tutto, diamo un’occhiata al fotogramma esatto in cui l’oggetto inizia a sparire dietro alla corona della Statua:

Schermata del 2014-12-28 14:26:58

Ho fermato il video nell’istante in cui l’oggetto inizia a sparire: si nota che c’è una piccolissima, quasi impercettibile sovrapposizione fra il puntino nero e la “punta”. Se pur fatto molto bene, potrebbe trattarsi di un ritocco fatto per “mascherare” un oggetto in movimento aggiunto in modo posticcio, per rendere più omogeneo “l’incrocio” dell’oggetto reale e dell’oggetto aggiunto dopo. Altro elemento a favore di questa tesi, il movimento dell’oggetto confrontato con quello della Statua, dovuto all’oscillazione: se da un lato il tremolio può aiutare in quanto contribuisce a “sfocare” l’immagine rendendola meno nitida e quindi più facile il mascheramento dell’aggiunta del disco nero, dall’altra evidenzia le discrepanze fra un corpo e l’altro. Si vede molto bene che la Statua compie grandi movimenti nell’inquadratura (dovuti anche all’estremo zoom) mentre le vibrazioni dell’oggetto sono molto meno violente.

Non ci sono elementi sufficienti a garantire l’autenticità del filmato ma ce ne sono alcuni che permettono di confutarlo, quindi per il momento il video è etichettato come falso. Sarò ben felice di rivedere l’analisi nel caso ci fossero nuovi elementi da considerare, altrimenti l’unico avvistamento di UFO a New York verificato e comprovato sarà quello da me riportato, documentato ed analizzato lo scorso anno.

Trovato un osso su Marte: davvero?!

Si sà, d’estate non c’è niente da dire. Soprattutto nel mese di agosto. Come ottenere quindi visualizzazione sul proprio sito e attirare attenzione sui propri contenuti? Bel dilemma. Il problema comunque è presto superato, perchè basta il minimo granello di polvere (lunare preferibilmente, visto il contesto in cui siamo) per scatenare una tempesta di sabbia. Fra le varie notizie e i vari articoli che riempiono la mia Home di Facebook, molto spesso, trovo (purtroppo) notizie al limite fra il ridicolo ed il paradossale. Non si capisce se chi le scrive lo fa per ottenere visualizzazioni e per non lasciare il proprio sito “in panne” con articoli datati o se ci crede davvero. Spero che lo facciano per il primo motivo. Il caso (opterei più per “boiata) che tratttiamo oggi non fa eccezione ed è degno del blog “Lercio“.

Trovate qui l’articolo originale a cui faccio riferimento, vi invito a leggerlo prima di proseguire nella lettura anche se, siccome la maggior parte dei miei lettori non lo leggerà, riassumerò brevemente cosa dice.

Durante una classica esplorazione del Gigante Rosso da parte della sonda MastCam, è stato “immortalato” un oggetto in una buca vicino a delle pietre che, sotto l’effetto di pesanti droghe che portano ad alterazioni della vista, potrebbe vagamente sembrare un osso, nello specifico un femore. Ecco di seguito la foto con cui si apre l’articolo sopra linkato:

Ossu su Marte

Più sotto, nel post, vengono poi riportate altre notizie relative alla colonizzazione del pianeta Marte, perchè è in atto un progetto per iniziare ad “invadere” questo pianeta. Nessun umano però metterà piede sul pianeta rosso, perchè la colonizzazione attualmente allo studio prevede che i primi organismi terrestri ad arrivare saranno… Cianobatteri. Non molto entusiasmante, per loro. Ma questa è un’altra storia, torniamo alla nostra divertente vicenda dell’osso su Marte. Gli autori dell’articolo scrivono che “La NASA non sembra molto colpita“: menomale, vuol dire che qualcuno che mette in moto il cervello ancora c’è. “Su Marte, come sulla Terra, a volte le cose possono assumere un aspetto insolito” dissero alla NASA qualche anno fa in mertio ad un caso analogo a quello trattato e, nell’articolo, viene giustamente riportata questa frase indiscutibilmente vera. C’era bisogno di sprecare un post per questo? Sì, in quanto (che ci crediate o meno) diverse testate molto importanti, diversi ufologi, studiosi e appassionati in generale, stanno davvero perdendo tempo, parole e riflessioni in merito a questo oggetto, che, mi pare superfluo sottolinarlo, è un sasso modellato dall’atmosfera marziana.

Sardegna, località di Palau. Che c’entra con gli UFO e i sassi Marziani? Guardate la foto sotto:

Orso sardo

Nella foto è ritratta una roccia chiamata “Roccia dell’Orso” ed il perchè lo si evince subito. La roccia granitica, modellata dal vento e dal tempo, somiglia ad un orso (molto grande fra le altre cose, in basso a sinistra ci sono dei turisti, per dare un’idea delle dimensioni). Proprio come l’osso marziano, è semplice caso che una conformazione rocciosa somigli ad un oggetto ben più noto e familiare.

Niente di strano quindi, e niente ossa su Marte. Di cosa parleremo nel prossimo post? Di discariche abusive sulla Luna? Perchè no…

 

 

UFO nei cieli di Prato: davvero una sfera aliena?

Qualche giorno fa sulla Pagina Facebook de “Il Tirreno” (che, a sua volta, riportava il link di “Notizie di Prato”, che riporto anche io: http://www.notiziediprato.it/news/un-globo-di-luce-nei-cieli-di-prato-il-filmato-di-una-nostra-lettrice), quotidiano della mia città, veniva trattato un avvistamento UFO nei cieli di Prato. Non capita certo tutti i giorni che un UFO venga avvistato così “vicino” a noi pratesi e certamente non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di analizzare il caso.

Innanzitutto, chiariamo le circostanze. Una lettrice del sito “Notizie di Prato”, la quale ha pubblicato il suo video su YouTube, afferma di aver filmato uno strano oggetto (un globo luminoso) due volte: la mattina di domenica e la mattina di lunedì, verso le 6.30. Il giorno del primo avvistamento ha filmato l’oggetto ma, rivedendolo il giorno successivo, ne ha approfittato per creare un video più lungo. Effettivamente, avendo a disposizione un quarto d’ora di video, possiamo formulare più ipotesi poichè possiamo studiare il comportamento dell’oggetto per più tempo. Chi ha effettuato le riprese, non avendo a disposizione una macchina da ripresa professionale ed essendo scarsa la luce ambientale ha comunque fatto un ottimo lavoro. I video autentici di UFO definiti e così prolungati nel tempo sono davvero rari. La testimone afferma che l’oggetto sembrava statico ad occhio nudo ma doveva “inseguirlo” con la videocamera poichè sembravva effettivamente in movimento. Particolare interessante. Potremmo infatti dire con (quasi) assoluta certezza che l’apparente staticità era dovuta all’altezza (o alle dimensioni, dipende dai casi) a cui l’oggetto si trovava. Potete provarlo voi stessi, provando a guardare un aereo in volo ad alta quota e poi provando a riprenderlo usando una videocamera utilizzando lo zoom: noterete che il movimento dell’aereoplano è molto più evidente. Ecco perchè quando scattate una foto ingrandendola e siete al buio essa risulta “mossa”: con scarsa luce anche il più piccolo movimento della mano può creare evidenti “disturbi” se lo zoom è usato anche in maniera molto lieve.

Pensiamo ora a cosa potrebbe essere questo misterioso globo di luce. Analizziamo due screenshot fatti direttamente dal video postato dalla lettrice: in FIG.1 vediamo il globo con pochissima luce, in FIG.2 vediamo un ingrandimento estremo fatto da chi ha girato il video (con tanto di oggetto con colori invertiti aggiunti da me).

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FIG.1: Ecco un primo fotogramma del video, con ingrandimento. La luce è scarsa e l’oggetto, non essendo zoomato al massimo, appare davvero luminoso.

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FIG.2: Ecco come appare l’oggetto dopo un forte zoom da parte della testimone e dopo un leggero ingrandiemento da parte mia. A destra il globo con i colori invertiti.

Nel primo fotogramma l’oggetto appare incredibilmente luminoso: non è stato zoomato al massimo delle potenzialità della videocamera, ma appare comunque nitido e ben visibile, il che ci fa pensare che una fonte di luce al suo interno o sulla sua superficie sia “concentrata” più di quanto non lo sia in realtà e quindi, nello schermo della videocamera, appare luminoso e bianchissimo. Pensate, se non avete ben capito la mia spiegazione, ad una torcia accesa guardata frontalmente. Se siamo lontani vediamo un puntino luminoso, ma se ci avviciniamo moltissimo, fino quasi a toccare la lente, riusciamo a vedere persino la lampadina accessa dietro al vetro e addirittura la luce riflessa sulle pareti a specchio del proiettore. Quindi, nella realtà, la fonte di luce potrebbe essere meno intensa di quanto ci appare in questo primo fotogramma. Ad avvalorare questa teoria, il secondo scatto, dove, a causa dell’ingrandimento notevole, la luce appare molto soffusa e flebile (difatti le dimensioni del globo sono aumentate, essendoci “avvicinati” con lo zoom) e possiamo quindi immaginare che, se avessimo quel globo sottomano, la sua luminosità potrebbe essere paragonabile a quella di una… candela. Guardate il terzo fotogramma dopo l’ingrandimento, in FIG.3, dove la luce dell’alba rivela un’ombra chiara sopra la luce:

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FIG.3: Con le prime luci dell’alba l’ombra sopra la fonte di luce ci rivela cosa quell’oggetto sia in realtà…

… Una lanterna cinese. Ne sono sicuro quasi al 100%. Vista anche la grande quantità di cittadini di nazionalità cinese residenti a Prato (per di più molti di loro vivono proprio vicino a dove il video è stato girato, in Via Galcianese), potrebbe essere stata liberata in cielo in seguito a qualche ricorrenza particolare. Il fatto che sia stata avvistata due volte di fila potrebbe essere un puro caso, magari due lanterne per due occasioni diverse. Se invece per tutti i giorni da qui a tempo indeterminato il fenomeno dovesse ripresentarsi ininterrottamente potremmo scartare questa ipotesi, ma per il momento posso concludere dicendo che in questo caso l’UFO era un semplice oggetto terrestre spinto in quota da una candela accesa.

Il duro mestiere dell’ufologo: come si distingue una testimonianza o una foto falsa da una autentica?

Molti credono che gli ufologi, che siano semplici appassionati o professionisti facciano tutto soltanto per passione e interesse verso gli “extraterrestri”, credendo che un eventuale sbaglio sarebbe ininfluente in ciò che fanno. Vi assicuro che (nonostante io sia un principiante che si interessa e si appassiona agli UFO ma non ne fa il proprio lavoro -anche se mi piacerebbe-) ci sono stati, nel corso della storia, tanti ufologi di professione che, a causa di un’interpretazione sbagliata o di un errore nell’analisi delle prove ha messo a rischio la propria carriera. Dopo questa breve premessa possiamo iniziare la vera e propria puntata.
 
La seconda cosa più difficile dopo aver trovato un testimone disposto a parlare della sua esperienza, o disposto a mostrare una foto o un video da lui girato, è capire se è attendibile o se è tutta una farsa. Non è raro (anzi, direi che è frequentissimo) trovare una persona del tutto normale che, per attirare l’attenzione su di se, per divertimento o per motivi suoi personali costruisce storie di incontri con mirabolanti esseri di alti pianeti che conducono su di lui esperimenti di varia natura ma, sfortunatamente, nono può mostrarci i segni fisici sul suo corpo perché dopo poche ore scompaiono del tutto. E’ capitato che uno di questi fantomatici contattisti consegnasse alla Polizia immagini di extraterrestri con antenne e grosse teste verdi, stampate da Internet poche ore prima. Tutto questo ci riporta alla domanda iniziale: come diavolo si distingue il vero dal falso? Vi faccio un esempio: state camminando per strada e trovate un Rolex vicino al marciapiede. Istintivamente lo prendete, lo osservate e pensate che non può essere vero; speranzosi ma poco ottimisti lo portate dal vostro orologiaio che lo aprirà e vi dirà: “Sei stato davvero fortunato! Questo Rolex è autentico!” oppure, più probabilmente, “Mi dispiace, ma si tratta di una replica da poche decine di Euro. Tienilo per quando si scaricherà la batteria di quello che usi di solito…”. Dentro di voi speravate che fosse autentico, che finalmente avete fatto centro e vi ritrovate il Rolex che avete sempre desiderato fra le mani (per essere precisi, al polso…), ma contemporaneamente, dentro, prevaleva una voce che vi diceva di non esaltarvi perché era quasi certo che fosse un falso. 
Per noi ufologi, vale lo stesso discorso, quando ci troviamo davanti un’immagine inedita, un video girato di giorno o un testimone che ci racconta la sua esperienza ci esaltiamo, ma spesso restiamo delusi. Per capire, nel dettaglio, quando ci troviamo di fronte ad un falso, dobbiamo considerare molti elementi. Nel caso di una foto, ad esempio, per prima cosa dobbiamo osservarla attentamente: le ombre sul paesaggio e sull’oggetto sono giuste? Sono compatibili con la posizione del Sole? L’oggetto risulta luminoso come gli altri elementi oppure è più scuro/chiaro? Dopo una prima ispezione visiva (che è sufficiente per stabilire l’autenticità della prova, se l’immagine è stata realizzata senza troppe accortezze) è necessario guardare l’immagine con gli occhi imparziali e straordinari del computer. Utilizzando i programmi adatti si può stabilire con precisione la posizione dell’oggetto, se è tridimensionale o meno, e addirittura l’altezza dal suolo. Tutti questi elementi, combinati assieme ci fanno capire se l’oggetto è reale o se è stato aggiunto ritoccando la foto. Bene, e se l’oggetto è stato davvero fotografato? Si tratta di un Disco Volante extraterrestre o magari di un vinile lanciato a mo’ di frisbee? In questo caso è impossibile stabilirlo, perché gli elementi della foto sono fini a se stessi, e a quel punto si può puntare tutto sulla fiducia del testimone.
E se invece abbiamo un video? Possiamo applicare lo stesso principio? In teoria sì, in pratica diventa impossibile, perché bisognerebbe analizzare fotogramma per fotogramma, e siccome gli elementi non sono in una posizione fissa ma variano da immagine a immagine, è impossibile prendere riferimenti, perciò si usa spesso rallentare il filmato o alternare i colori per vedere se l’oggetto è reale o no. Anche qua, se è veramente stato filmato, non possiamo avere la certezza che si tratti di extraterrestri, non ci sono elementi a parte le parole del testimone. 
Se finora vi sembra tutto complesso, immaginatevi di analizzare le singole parole di un racconto. Il testimone si siede ed inizia a parlare, parlare parlare… e bisogna annotarsi tutto. Se il tizio sta mentendo o no, lo si può capire da come si comporta mentre parla: se muove le mani nervosamente, se tenta di allontanare gli occhi o se fa delle pause. Soprattutto le pause ci fanno capire che, a corto di idee, egli stia cercando tutti i modi possibili per non contraddirsi e per inventarsi altri dettagli. Un segreto per fregarlo e fargli molte domande, o la stessa in forme diverse: se risponde allo stesso modo o è bravo o è vero, altrimenti potete finire ì. Del resto, l’ufologo sta con l’orto e zappa i frati, non può farci niente se l’altro non risponde o è un bugiardo. Per evitare di inciampare in errori o dimenticanze si ricorre all’ipnosi regressiva: il testimone viene ipnotizzato e, come per magia, inizierà a raccontare tutto per fila e per segno, dialoghi, impressioni e pensieri. L’ufologo registra il tutto e si ritrova con le impressioni in tempo reale del testimone. Se il testimone, sotto ipnosi, farnetica parole senza senso (o dorme…) abbiamo preso un granchio. Il morto è nella bara, quando si inizia un’intervista o una seduta di ipnosi, a prescindere da come va, deve essere completa! 
 
Dopo questa lunga descrizione/guida sui falsi, è giunto il momento di salutarci.
Nella prossima puntata parleremo di come gli oggetti terrestri siano troppo spesso scambiati per UFO. I militari sono i responsabili di quasi tutti gli avvistamenti di massa? 

Crop Circle: Cosa sono? Come vengono creati?

I Crop Circle, conosciuti come Cerchi nel Grano, sono delle strane forme astratte “incise” nei campi. Questo fenomeno, largamente diffuso nel Mondo, era praticamente sconosciuto fino a pochi anni fa. La forma più primitiva dei cerchi nel grano la ritroviamo a Nazca (Perù) con le cosìdette “Linee di Nazca” (FIG.1-2). Che cosa sono? Come dice il nome stesso, in questo altipiano, sono presenti enormi solchi nel terreno che raffigurano creature e disegni astratti. Pare che siano state prodotte dai Nazca, abitanti del luogo dell’epoca dei Maya (più o meno). Esattamente come i cerchi nel grano odierni, per apprezzarle bene bisogna sorvolarle a quote relativamente elevate, il che ci pone subito davanti ad un’altra domanda. Come hanno fatto a realizzarle? Ai tempi dei Maya i Cessna o i Piper non esistevano (o forse sì?), quindi è chiaro che esse siano state realizzate a terra o, comunque, da altezze moderate con speciali gru primitive (ipotesi fantascientifica la seconda, ma comunque non da escludersi…). Chi può dunque averli aiutati a creare oggetti di dimensioni imbarazzanti come questi? Forse gli extraterrestri (e dico forse)… La stessa ipotesi è stata presa in considerazione anche dagli archeologi che studiavano (e studiano) le Piramidi di Giza, anche esse un mistero, poichè le pietre sulla cima risultano ben più grandi di quelle alla base.

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Immagine (FIG.1-2) Ed eccole le Linee di Nazca, nella loro essenza più classica. Sono ben visibili le enormi dimensioni

Comunque, tornando ai Cerchi nel Grano, la maggior parte di essi si trova in Gran Bretagna, ma anche nella nostra Penisola si sono registratti alcuni casi. Di seguito sono riportate alcune foto dei più stravaganti:

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Se le Linee di Nazca sono grandi, questi sono almeno due o tre volte queste ultime. La cosa che più colpisce vedendoli non sono solo le dimensioni, ma anche le forme astratte quasi psichedeliche che li compongono. Incredibile anche la precisione con qui sono realizzati: sono esattamente simmetrici e regolari. Io non riuscirei a farli nemmeno su un foglio A4, figuratevi in un campo così immenso… I proprietari terreri giurano di svegliarsi la mattina e di trovare il campo così; chi li fà, oltre che un artista assoluto, è anche veloce… Il problema però è capire proprio chi c’è dietro. I contadini giurano di non essere in grado di creare figure così complesse in poco tempo. In molti tentarono di imitarli con trattori e falciatrici, ma con risultati assoluntamente deludenti. Strano anche il fatto che le spiche, anzichè risultare spezzate, recise alla base e poi depositate sul terreno, risultano piegate in modo netto, come se fossero state schiacciate da una forza incredibile. Venne diffuso anche un video dove erano raffigurate due sfere che davano origine ad un cerchio nel grano. Pareva la soluzione del mistero, ma si scoprì che era un falso fatto ad arte (se vi interessa, questo è il link: “http://youtu.be/7uXaLKzYapo” Nello stesso video ci sono anche alcuni fotogrammi di un cerchio già formato con alcune sfere intorno. Non so dirvi però nè chi sia l’autore nè se siano fotogrammi autentici o meno). Chi cammina sui cerchi nel grano e ne fà ragione di vita, dice che è un’esperienza quasi mistica, dove si provano sensazioni inconsuete. Essendo così diffusi e vicini a noi, spero di vederli dal vivo per riportarvi cosa succede esattamente.

UFO nell’URSS: terreno inesplorato o buco nell’acqua?

Falsi d’autore: ecco quanto è facile barare!

Ehi, cos’è quello?! Un Disco Volante, devo scattargli una foto!“. Ottima idea, ma che fare se il Disco non c’è? Semplice: creiamolo e scattiamo un bel falso d’autore!

Dunque, una delle piaghe più fastidiose dell’ufologia sono le immagini falsificate e ritoccate, talvolta così ben fatte da venir approvate come fonti attendibili! Se volete crearne una (e vi sconsiglio di farlo, perchè, come già detto, non c’è nulla di più fastidioso di scoprire che una foto, che magari abbiamo riportato in un articolo, risulti non vera!) basterà seguire pochi passi elementari e, anche con scarso impegno, i risultati non sono affatto deludenti. Prima di andare a cena, ho fatto un tentativo:

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Se osserviamo l’oggetto con attenzione, capiamo subito che forse non è veramente un Disco Volante: tenete conto però che l’ho realizzato in nemmeno 3 minuti prima di andare a mangiare… Con mezzi più seri, più tempo e, soprattutto, determinazione, chiunque può ottenere risultati di gran lunga migliori di questi, per quanto il mio tentativo non sia stato poi un totale disastro. Vi spiegherò in breve come ho realizzato l’oggetto e allegherò vari foto che mostrano i “processi di creazione”. Per prima cosa, vi servono: un paio di forbici, un foglio bianco, un paio di pinze, una grappetta, penna biro, nastro adesivo trasparente e nastro biadesivo. Tagliate una striscia non troppo lunga di biadesivo e incollatela sul foglio; prendete ora la grappetta, apritela fino ad ottenere una forma il più possibile lineare e poi tagliatene un segmento a piacere con le pinze. Sempre con esse, piegatela fino a formare un arco ampio abbastanza da ricordare un’arco (o metà) di un Disco. Incollatela sul biadesivo e contornatela con linee nere e spazi vuoti. Applicate ora il nastro trasparente su tutta la superficie e ritagliatelo a forma di ovale: appicicatelo sul vetro, scattategli qualche foto e questo è il risultato:

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La posizione di questa foto non l’ho scelta a caso. Per quanto l’oggetto sia a pochi centimetri dall’obiettivo della macchina, risulta sfuocato come le case sullo sfondo, mentre il muro di mattoni e la persiana, più vicini alla macchina rispetto agli altri oggetti, risultano invece molto definiti. Ciò fa sembrare il Disco molto più lontano, ingannandoci anche sulle sue reali dimensioni.

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Nella foto sopra è illustrato il primo passo: la graffetta, tagliata e piegata, incollata col biadesivo sul foglio. Manca solo la copertura con il nastro lucido e il ritaglio finale per dargli la forma discoidale tipica (foto sotto con aggiunti questi ultimi elementi).

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Qui di seguito sono riportate ulteriori immagini del risultato finale.

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