Sono solo gli alieni che cercano un contatto con noi o anche noi abbiamo desiderio di contattarli?

Da sempre, riferendoci agli UFO e agli alieni, partiamo col presupposto che siano loro a cercarci. Diamo per scontato che loro sono i Visitatori. Oggi invece voglio parlarvi di un caso (purtroppo quasi sconosciuto) in cui siamo stati noi a cercare un contatto con loro, chiunque essi siano. A Porto Rico, precisamente ad Arecibo, ha sede il più grande radiotelescopio esistente, usato normalmente per lo studio dell’atmosfera e di ciò che circonda il nostro pianeta, nel corso della sua carriera (che ha inizio nel 1963) è stato usato anche per due altre importanti faccende. Per lo studio dei statelliti russi e per inviare un messaggio (che vedremo meglio in seguito) verso la nebulosa M13 (1974). Innanzitutto, siccome la nebulosa dista 21000 anni luce dalla terra, serve un radiotelescopio di dimensioni impegantive: quello di Arecibo è sufficientemente grande (FIG.1)! Ma vediamo di capire meglio: un messaggio, dicevamo. Ma che tipo di messaggio? Come avrebbero potuto interpretarlo gli extraterrestri? Cosa conteneva? Vediamo di rispondere a queste domande dopo il salto.

Immagine (FIG.1) Ecco il telescopio di Arecibo, un enorme parabola sormontata da un antenna di 900 tonnellate sorretta da tre enormi pilastri di cemento armato. L’ideale per “scrutare” l’Universo…

Chiaramente, il messaggio inviato (FIG.2) non poteva essere creato sulla falsa riga delle letterine a Babbo Natale… Infatti esso conteneva un sacco di informazioni, dai numeri da 1 a 10 a delle immagini stilizzate del radiotelescopio, passando per la forma del DNA umano. Tutto scritto in una lunga serie di 1 e 0 combinati assieme: il codice binario. Ci volle molto per trasmetterlo? No, poco più di tre minuti.

Immagine (FIG.2) Il messaggio, tradotto dal codice binario, dava origine ad un immagine bitmap, quella che vedete sopra riportata. In pratica, questa è “l‘interfaccia grafica” del messaggio scritto in “riga di comando“. Un modo più semplice di rappresentare lo stesso concetto.

Immagino che tutti vi starete chiedendo: “Ma gli alieni (se esistono…) lo hanno letto? Ci hanno dato una risposta o è stato solo un totale fallimento?” Dare una risposta non è così semplice, ma un evento del 2001 ci da un indizio, a mio vedere, inequivocabile, del fatto che gli alieni abbiano letto il messaggio e ci abbiano anche risposto.

Accanto al SETI, nel Regno Unito, apparve un gigantesco cerchio nel grano (FIG.3) praticamente identico al messaggio che gli avevamo inviato nel 1974. Non uguale, ma simile: lo hanno voluto modificare? Ci hanno dato la loro versione? Chissà…

Immagine (FIG.3) Il Crop Cicle del Regno Unito, del tutto simile al messaggio che gli avevamo inviato.

Mettendo assieme gli schemi dei due messaggi notiamo piccole ma signifative differenze. La più sorprendente, il corpo con l’aggiunta del volto. Che dire? A sinistra abbiamo lo schema di ciò che scrivemmo noi, a destra il messaggio di risposta. A voi i commenti:

Immagine

L’idea che degli extraterrestri ci abbiano dato conferma della loro esistenza mi fa venire i brividi, e non riesco a fare a meno di pensare alle conseguenze che ciò potrebbe portare (sia positive sia negative…). Tuttavia, se volete andare molto più a fondo riguardo a ciò che abbiamo appena discusso e analizzato, recatevi su questo sito (purtroppo solo in Inglese): http://www.abovetopsecret.com/forum/thread340541/pg1

Extraterrestri e religione: nei testi antichi riportati i primi grandi avvistamenti?

Ringrazio Pasquale per l’idea del radiotelescopio…

 

 

 

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