UFS, ovvero Unidentified Flying Screw

Ho ritrovato, negli articoli in “Bozza” del blog, questo simpatico post datato Novembre. Nonostante fosse stato completato in ogni sua parte, non era stato pubblicato, evidentemente per errore. Lo riporto quindi integralmente come è stato scritto a suo tempo.

Se continuiamo così, 45 Giri Volanti diventerà un blog umoristico piuttosto che un punto di riferimento per l’ufologia. Cosa si nasconde dietro al titolo anglofono di oggi? Una delle tante idiozie trovate in rete. Parliamo di una vite (sì, una di quelle che tengono insieme gli oggetti, una comunissima vite) che viene scambiata per un Oggetto Volante Non Identificato. Allucinazioni? Droghe? No, cervello in standby. Procediamo con ordine, partendo col dire che la notizia è apparsa sulla mia home di Facebook grazie alla condivisione di qualcuno. Siccome conocevo già il blog collegato a quel link, volevo vedere fin dove sarebbe arrivata oggi la fantasia di chi lo gestisce. Ecco qui l’articolo a cui faccio riferimento. La cosa che più mi piace è la presunzione del titolo: “Non ci sono dubbi: c’è vita su Marte”, come se ormai tutti i principali astronomi, studiosi e ricercatori del mondo (gente pagata non poco per arrivare a svolte concrete nel campo, non i primi scemi trovati per strada) fossero concordi che, su quel pallino rosso che vediamo da casa, ci sia effettivamente una vita evoluta, addirittura in grado di costruire e condurre velivoli che sulla Terra sono solo fantasia. “Quando dalla NASA vengono rilasciate immagini di questo tipo, è impossibile non porsi alcune domande”, scrivono. Anche io mi pongo delle domande, leggendo questi articoli, ma non credo sia consigliabile proporle qui. Durante tutto l’articolo chi scrive sente di avere il Mondo in mano e che finalmente può mostrare a tutti che gli alieni esistono, grazie a quei distrattoni della NASA che si sono fatti scappare lo scoop pubblicando sul loro sito una foto che ritrae un disco volante. E’ facile intuire che qualcosa sotto c’è. Sarò breve perchè c’è davvero poco da dire: il post si apre con questa immagine allegata:

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(Nota dell’autore: anche l’osservatore meno attento al Mondo si sarebbe reso conto che a sinistra c’è un “gradino” che sarebbe impossibile trovare sul suolo di qualsiasi pianeta. E’ quindi facile intuire che potrebbe trattarsi del telaio del rover…)

La cosa incredibile, secondo l’autore, è che una prova così evidente dell’esistenza della vita su Marte (addirittura in grado di condurre enormi dischi volanti) sia stata rilasciata dalla NASA stessa, difatti l’immagine può essere trovata sul sito ufficiale del Jet Propulsion Laboratory in modo libero ed accessibile senza nessuna complicazione. Difatti, quella specie di piatto rigirato, l’UFO, non è altro che una vite che unisce due pezzi del rover Opportunity, come mostrato in questo video.

L’indagine di oggi (non vorrei chiamarla così) si conclude (menomale). La vera domanda è: cosa ci sarà dopo?

UFO vicino alla Statua della Libertà: approfondiamo

Dopo qualche mese riprendo la stesura di un nuovo post. Mi scuso se il tempo che intercorre fra un articolo ed un altro ultimamente è biblico ma, a causa di impegni scolastici e non, è davvero difficile trovare il tempo di scrivere e documentarsi adeguatamente in merito alle ultime vicende ufologiche. Approfitto di questa breve premessa per farvi (in mostruoso ritardo) tanti auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

Oggi analizziamo un nuovo avvistamento nei pressi della Statua della Libertà di New York, del quale sono venuto a conoscenza grazie al sito web del quotidiano britannico Daily Mail, che il 13 Dicembre ha riportato l’evento.

Allora, cosa è accaduto?

Scott Kensington, colui che si fa portavoce dell’evento, racconta che sua moglie e sua sorella, in vacanza a New York, in occasione di una visita alla Statua della Libertà, mentre scattavano qualche foto ricordo, notano uno strano disco nero vicino ad essa. Iniziano subito a filmarlo, e pubblicano i pochi secondi di filmato su YouTube, ma purtroppo non possono dilungarsi più di tanto nel riprendere in quanto, a suo dire, hanno terminato lo spazio di archiviazione sulla macchina. Ecco a seguire un fotogramma dove si vede l’oggetto, ben evidenziato:

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Che dubbi ci sono in merito a questo filmato? Innanzitutto, qualcuno ha fatto giustamente notare che nessuno andando in vacanza a New York (quindi prevedendo di scattare numerose foto/registrare brevissimi video) si porta appresso una quantità “contata” di GB per archiviare i propri scatti. E’ altresì vero che i video pesano più delle foto, soprattutto se in alta qualità, quindi è normale che lo spazio si sia esaurito dopo pochi secondi, ma, contro a quest’ultima frase, è da sottolineare che il video dura davvero poco (58 secondi) ed è registrato in 1080p, (almeno da quanto vediamo da YouTube), quindi, per quanto pesante, uno spazio equivalente sarebbe occupato da veramente poche foto. Inoltre, chi ha caricato il filmato si scusa del fatto che le immagini siano traballanti: chi filmava, difatti, aveva le mani ghiacciate perchè stava tenendo la videocamera puntata verso l’alto e non indossava i guanti. Il video però non dura neanche un minuto e già dall’inizio il “tremore” è evidente. Possibile che chi filmava stesse tenendo la videocamera in quella posizione da diverso tempo senza registrare niente? Come mai, di tutti i turisti presenti, esiste solo un filmato (quello in questione)?

E’ stata avanzata un’ipotesi in merito al filmato in questione: l’oggetto filmato potrebbe essere un pallone solare, ovvero una specie di palloncino gigante che, sfruttando lo stesso principio delle mongolfiere, rimane in sospensione grazie all’aria che si riscalda all’interno. Ne vediamo sotto alcuni esempi, ma ne esistono di più forme e misure, quelli per uso “scientifico”, per esempio, sono molto più grandi, somigliano a mongolfiere e si vedono molto di rado, praticamente mai, a causa delle altitudini a cui operano e perchè, sostanzialmente, non ce ne sono moltissimi:

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Questa teoria ha però due “falle”: prima di tutto, a questi palloni è legato un filo (come si vede dalle immagini, come detto prima sono utilizzati principalmente come “giochi scientifici” dai bambini americani) che permette di controllarne l’altitudine. Questo oggetto sembrava parecchio alto e, diciamoci la verità, quanti bambini giocano coi palloni solari a Manhattan per cui potrebbe essere “sfuggito” ad uno di loro? Date un’occhiata qui per vedere come dilettarvi con un pallone solare, vi renderete conto che è praticamente impossibile usarlo a New York, neanche in uno degli immensi parchi della città. Inoltre, con l’intenso traffico aereo, come sarebbe potuto resistere senza essere stato travolto da un aereo per tutto quel tempo (consideriamo che la Statua della Libertà è su un’isoletta abbastanza distante da Manhattan)? Il secondo motivo, ancora più schiacciante, è il movimento dell’oggetto. Un pallone pieno di aria calda non è in grado di spostarsi in maniera rettilinea a velocità costante ed addirittura si stazionare a mezz’aria. E’ chiaro che questa tesi non è considerabile valida.

Potrebbe essere un velivolo sconosciuto e mai visto prima? Forse, ma temo che la soluzione sia ben più semplice ed immediata. Il video non è autentico. Cosa mi porta a questa forte affermazione?

Prima di tutto, diamo un’occhiata al fotogramma esatto in cui l’oggetto inizia a sparire dietro alla corona della Statua:

Schermata del 2014-12-28 14:26:58

Ho fermato il video nell’istante in cui l’oggetto inizia a sparire: si nota che c’è una piccolissima, quasi impercettibile sovrapposizione fra il puntino nero e la “punta”. Se pur fatto molto bene, potrebbe trattarsi di un ritocco fatto per “mascherare” un oggetto in movimento aggiunto in modo posticcio, per rendere più omogeneo “l’incrocio” dell’oggetto reale e dell’oggetto aggiunto dopo. Altro elemento a favore di questa tesi, il movimento dell’oggetto confrontato con quello della Statua, dovuto all’oscillazione: se da un lato il tremolio può aiutare in quanto contribuisce a “sfocare” l’immagine rendendola meno nitida e quindi più facile il mascheramento dell’aggiunta del disco nero, dall’altra evidenzia le discrepanze fra un corpo e l’altro. Si vede molto bene che la Statua compie grandi movimenti nell’inquadratura (dovuti anche all’estremo zoom) mentre le vibrazioni dell’oggetto sono molto meno violente.

Non ci sono elementi sufficienti a garantire l’autenticità del filmato ma ce ne sono alcuni che permettono di confutarlo, quindi per il momento il video è etichettato come falso. Sarò ben felice di rivedere l’analisi nel caso ci fossero nuovi elementi da considerare, altrimenti l’unico avvistamento di UFO a New York verificato e comprovato sarà quello da me riportato, documentato ed analizzato lo scorso anno.

Cosa è apparso vicino alla ISS?

A volte, come (forse) è capitato a me, la ISS può essere scambiata per un UFO. Cosa succede invece se l’UFO viene avvistato dalla International Space Station? Non è la prima volta che si sente parlare di oggetti misteriosi avvistati dalla Stazione Spaziale, ma nella maggior parte dei casi, dopo qualche ora dalla diffusione della notizia, si scopre che le immagini sono state create “artificialmente” ed il filmato viene giustamente etichettato come falso. Per il momento non ci sono smentite riguardo all’avvistamento che trattiamo, scoperto grazie al sito del Mirror, un giornale britannico.

L’articolo in sé non è particolarmente ricco di dettagli, anzi, non dice quasi nulla. Ci dice soltanto che il video è stato caricato in origine sul canale YouTube della NASA. Qui trovate quello del Mirror, mentre il video “originale” della NASA è raggiungibile qui.

Prima di leggere l’analisi a seguire, è davvero preferibile visionare attentamente il video del Mirror, davvero molto breve ma contenendo solo i fotogrammi che ci interessano rende meno” pesante” la presentazione del caso, tuttavia, per chi è interessato a visionare per intero il filmato ufficiale, i riferimenti dei singoli fotogrammi sono indicati accanto all’analisi degli stessi. Le immagini analizzate di seguito sono prese dal video ufficiale.

A partire dal minuto 1:10 del video originale è possibile notare un oggetto apparentemente triangolare con i tre vertici ben definiti:

UFO1

Utilizzando qualche programma per l’editing fotografico e “maneggiando” l’immagine si può evidenziare meglio l’oggetto, che si trova a destra, vicino alla “protuberanza” più grande (consiglio di aprire l’immagine per notare meglio il dettaglio):

UFO1EditRitagliando infine l’oggetto, ecco come si presenta:

UFO2Ho preferito non sporcare il fotogramma (già di bassa qualità) con linee colorate per evidenziare l’oggetto: si notano distintamente tre punti più luminosi che formano un triangolo, che sembra essere il corpo solido che unisce queste fonti di luce. La scarsa qualità ed il breve lasso di tempo durante il quale l’oggetto resta visibile nel video non ci permettono di capire bene cosa sia, ma notiamo che, nel filmato della NASA, l’oggetto appare gradualmente, dapprima è quasi invisibile per poi raggungere la massima visibilità, nel fotogramma sopra mostrato. Questo ci porta ad un bivio (chiarito più avanti): possiamo pensare che l’oggetto si muova verso la ISS ma potrebbe anche essere fermo a patto però che si trovi nelle (relativamente) immediate vicinanze (non abbiamo idea delle sue dimensioni, ma è probabile che sia davvero enorme, credo che la sua lunghezza, cioè dal vertice in alto fino a metà della base, non sia inferiore ai 500-600 metri) e che quindi con il movimento della ISS l’oggetto diventi sempre più vicino e quindi meglio visibile. Da notare il fatto che mentre la stessa ISS e la Terra si muovono, nel video, l’oggetto sembri immobile. Questo dettaglio, meglio evidenziato nel fotogramma successivo, è decisivo: potrebbe rivelare che l’oggetto sia in orbita come la ISS, quindi vediamo i suoi movimenti rispetto alla Terra e, nel primo fotogramma, anche rispetto anche alla ISS (come detto, appare gradualmente), mentre nel secondo fotogramma sembra davvero che segua un orbita come la Stazione perchè lo vediamo in movimento solo rispetto alla Terra. Nello specifico del primo fotogramma, c’è una precisazione da fare, perchè la Stazione Spaziale, pur essendo anche lei in orbita, è più lontana, quindi se l’oggetto avesse un moto proprio lo renderebbe “vagante” rispetto alla nostra inquadratura. Capisco che i concetti siano molto astratti e complessi ma, nel caso qualcosa non fosse chiaro, vi invito (oltre che, ovviamente, a farlo presente nei commenti, dove sarò felice di rispondere alle vostre domande) a rileggere più di una volta e a osservare bene i video per capire esattamente a quali dettagli mi riferisco.

Il secondo fotogramma, riscontrabile al minuto 1:50 del video della NASA, è davvero particolare:

UFO3

Non c’è necessità di usare filtri ed elaborazioni aggiuntive perchè l’oggetto è davvero ben visibile, stavolta. Adesso abbiamo quella che sembra una fila di punti molto luminosi (e non deboli luci, come nel precedente fotogramma) tutti allineati, che, per quanto visibili solo per breve tempo, risultano immobili dal nostro punto di vista ma in movimento rispetto alla Terra: questo colma il nostro dubbio iniziale: l’oggetto è sicuramente in orbita come la ISS e, probabilmente, abbastanza vicino perchè molto ben visibile, anche se potrebbe essere discretamente lontano ma… Enorme. Per avere un’idea più chiara leggete l’analisi del mio avvistamento a New York in cui è ben spiegato quanto la luminosità possa influire nella determinazione della distanza/dimensione di un oggetto. In breve, però, si può riassumere così:

Maggiore Luminosità : Maggiore Distanza = Minore Luminosità : Minore Distanza

Non sappiamo davvero cosa possano essere gli oggetti catturati nel filmato. Possiamo certamente escludere che siano stati aggiunti in seguito per falsificare un banale video di “routine” perchè è stato caricato dalla NASA sul canale YouTube ufficiale. Non escludiamo però che possa trattarsi di un riflesso, di un “detrito” in orbita o altro. Come mai la NASA ha comunque pubblicato il video? Avranno capito che non è niente di eccezionale? Commentate!

L’app di 45 Giri Volanti

L’app di 45 Giri Volanti, diciamolo sinceramente, lascia molto a desiderare. “Ehi, ma quando l’hai presentata hai detto che era basata su un ottimo sito e che bla bla…” Sì, è vero, inizialmente mi sembrava davvero ottimo ma, col passare del tempo e dei download, per eseguire un aggiornamento dell’app, era necessario creare un piano annuale a pagamento. Siccome l’app non meritava neanche la minima spesa, vista la sua qualità, ho deciso (come forse avrete visto sulla Pagina Facebook) di rinnovarla completamente con un software più “crudo”, che permettesse di entrare davvero nella programmazione dell’app con “blocchi” di codice, MIT App Inventor 2. Dopo averla organizzata bene, creato tutte le parti grafiche e predisposto ogni pulsante, mi sono accorto che non era possibile visualizzare nativamente i contenuti del blog nell’app, ma sarebbe semplicemente stata una pagina WEB aperta all’interno dell’applicazione. Non molto utile, quindi. Dopo aver cercato varie alternative valide, cercato soluzioni che risolvessero la mancanza dei Feed RSS (ciò che vi permette di leggere i post) e tante altre peripezie, ho lasciato perdere. Un mio amico, esperto di quella piattaforma di programmazione, mi ha aiutato progettando varie bozze dell’app ma, purtroppo, non c’è modo di integrare tali Feed. In attesa di un’app come si deve (che verrà rilasciata, nella più ottimistica delle previsioni, fra qualche mese) realizzata con linee di codice vere e proprie partendo da 0, ho aggiornato l’app esistente, rendendola certamente migliore di come era prima pur sfruttando lo stesso sito. Nel frattempo, il sito Conduit Mobile ha cambiato nome, diventando Como App Maker. Ho eliminato il vecchio progetto (non potrete più scaricare la vecchia versione) creandone uno completamente aggiornato e modernizzato, forse più efficiente. Il funzionamento, per semplicità d’uso, è identico alla precedente versione, ci sono solo migliorie estetiche e funzionali grazie alla nuova piattaforma. L’app è rilasciata in versione 1.4 perchè, pur avendo poco a che fare con la precedente, continua sulle sue orme. L’app “come si deve” che rilascerò in futuro, una versione assolutamente definitiva e che determinerà un vero salto di qualità, sarà siglata come versione 2.0. SE AVETE INSTALLATA LA VECCHI VERSIONE, È VIVAMENTE CONSIGLIATO DI DISINSTALLARLA E DI PROCEDERE AL DOWNLOAD DI QUESTA. La trovate qui oppure nella finestra di download sulla Home del blog. Se l’app non dovesse installarsi, controllate che l’opzione “Origini sconosciute” sia attiva. Recatevi in Impostazioni -> Sicurezza -> Mettete la spunta a “Origini sconosciute”. Allego anche il video tutorial che, nonostante faccia riferimento alla versione precedente, vi permetterà di capire il funzionamento del’app, che si utilizza allo stesso modo. Buon download!

Un UFO durante l’incidente dei Tornado: basta, vi prego…

È successo ancora. E non sarà, purtroppo, l’ultima volta che succederà. Ancora una volta, sull’ennesimo sito, è stata riportata una notizia “attira – mosche” come quella che abbiamo trattato pochi giorni fa qui. Finché si scrivono scemenze riguardo le rocce marziane, va bene, leggiamo l’articolo consapevoli che sono tutte balle e la prendiamo sul ridere. Ma quando si tira in ballo un grave incidente militare (dove 4 persone hanno perso la vita in modo molto drammatico) pur di ottenere visitatori sul sito non va più bene. Anche se ci fosse una base di verità dietro a tutto ciò (e credetemi, non c’è, è una stupidaggine vera e propria scritta così, spero davvero per ottenere views e non perché chi lo ha scritto sostiene che sia una verità), aspettate a divulgarla, quantomeno aspettate un riscontro scientifico o prove ad evidenza del fatto. E invece no, certa gente riuscirebbe ad avvistare un UFO anche dentro ad una scodella di minestrone. Sarò breve perché davvero non merita sprecare un post per tutto questo. Allora, qui trovate l’articolo originale (davvero volete leggerlo e regalare visualizzazioni ad un sito che fa disinformazione?). Nel suddetto articolo si parla del video diffuso dal TG1 che contiene alcuni fotogrammi dell’incidente fra i due Tornado avvenuto il 19 Agosto. Nel primissimo fotogramma, che riporto sotto e con cui si apre l’articolo, è ritratto un puntino nero in mezzo allo schermo, che nel fotogramma successivo non si vede in quanto quasi tutta la scena è occupata dall’esplosione degli aerei:

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Ebbene, chi ha scritto l’articolo sostiene che quell’oggetto sia un UFO. Ora, capisco che possa esserci un fondo di verità, se uno ha molta fantasia ed è nel bel mezzo di un trip da LSD, cioè, l’oggetto non è ben definito ed è molto sgranato, questo è vero, ma la probabilità che si tratti di un UFO è estremamente piccola. Perché? I due caccia volavano a quota molto bassa e difatti, come racconta un testimone qui, era possibile vederli senza problemi da terra. Credo quindi che sia molto probabile (direi al 99%) che quell’oggetto ritratto sia uno dei due Tornado, e non un UFO. Ad avvalorare la tesi, il servizio del TG1:

Il servizio si apre sul fotogramma incriminato (con tanto di zoom, quindi…) accompagnato dalle parole “È questo il momento della collisione…” quindi anche chi ha montato le immagini e prodotto il sevizio è convinto che quello sia uno dei due caccia. Non a caso, nel fotogramma successivo, il pallino scompare nella nube di fumo nero originata dall’esplosione.

Non credo ci sia altro da aggiungere, in quanto è assolutamente evidente che quello ritratto sia uno dei due caccia coinvolti.

Trovato un osso su Marte: davvero?!

Si sà, d’estate non c’è niente da dire. Soprattutto nel mese di agosto. Come ottenere quindi visualizzazione sul proprio sito e attirare attenzione sui propri contenuti? Bel dilemma. Il problema comunque è presto superato, perchè basta il minimo granello di polvere (lunare preferibilmente, visto il contesto in cui siamo) per scatenare una tempesta di sabbia. Fra le varie notizie e i vari articoli che riempiono la mia Home di Facebook, molto spesso, trovo (purtroppo) notizie al limite fra il ridicolo ed il paradossale. Non si capisce se chi le scrive lo fa per ottenere visualizzazioni e per non lasciare il proprio sito “in panne” con articoli datati o se ci crede davvero. Spero che lo facciano per il primo motivo. Il caso (opterei più per “boiata) che tratttiamo oggi non fa eccezione ed è degno del blog “Lercio“.

Trovate qui l’articolo originale a cui faccio riferimento, vi invito a leggerlo prima di proseguire nella lettura anche se, siccome la maggior parte dei miei lettori non lo leggerà, riassumerò brevemente cosa dice.

Durante una classica esplorazione del Gigante Rosso da parte della sonda MastCam, è stato “immortalato” un oggetto in una buca vicino a delle pietre che, sotto l’effetto di pesanti droghe che portano ad alterazioni della vista, potrebbe vagamente sembrare un osso, nello specifico un femore. Ecco di seguito la foto con cui si apre l’articolo sopra linkato:

Ossu su Marte

Più sotto, nel post, vengono poi riportate altre notizie relative alla colonizzazione del pianeta Marte, perchè è in atto un progetto per iniziare ad “invadere” questo pianeta. Nessun umano però metterà piede sul pianeta rosso, perchè la colonizzazione attualmente allo studio prevede che i primi organismi terrestri ad arrivare saranno… Cianobatteri. Non molto entusiasmante, per loro. Ma questa è un’altra storia, torniamo alla nostra divertente vicenda dell’osso su Marte. Gli autori dell’articolo scrivono che “La NASA non sembra molto colpita“: menomale, vuol dire che qualcuno che mette in moto il cervello ancora c’è. “Su Marte, come sulla Terra, a volte le cose possono assumere un aspetto insolito” dissero alla NASA qualche anno fa in mertio ad un caso analogo a quello trattato e, nell’articolo, viene giustamente riportata questa frase indiscutibilmente vera. C’era bisogno di sprecare un post per questo? Sì, in quanto (che ci crediate o meno) diverse testate molto importanti, diversi ufologi, studiosi e appassionati in generale, stanno davvero perdendo tempo, parole e riflessioni in merito a questo oggetto, che, mi pare superfluo sottolinarlo, è un sasso modellato dall’atmosfera marziana.

Sardegna, località di Palau. Che c’entra con gli UFO e i sassi Marziani? Guardate la foto sotto:

Orso sardo

Nella foto è ritratta una roccia chiamata “Roccia dell’Orso” ed il perchè lo si evince subito. La roccia granitica, modellata dal vento e dal tempo, somiglia ad un orso (molto grande fra le altre cose, in basso a sinistra ci sono dei turisti, per dare un’idea delle dimensioni). Proprio come l’osso marziano, è semplice caso che una conformazione rocciosa somigli ad un oggetto ben più noto e familiare.

Niente di strano quindi, e niente ossa su Marte. Di cosa parleremo nel prossimo post? Di discariche abusive sulla Luna? Perchè no…