La bufala dell’UFO su Google Maps

Come ricorderete, circa un anno fa, ho riportato (potete rileggere il post qui: https://45girivolanti.wordpress.com/2013/06/28/piazza-mercatale-po-un-buon-punto-per-osservare-gli-ufo-o-solo-illusioni/) l’avvistamento di un oggetto triangolare a Prato, trovato grazie al servizio Street View di Google Maps. L’avvistamento è stato riportato anche dal Centro Ricerche Prato sul loro sito. Talvolta, però, le immagini della fotocamera grandangolare montata sulle vetture di Google possono trarre in inganno, facendo apparire oggetti del tutto terrestri o semplici effetti ottici come fenomeni inspiegabili e misteriosi. Non c’è da stupirsi, il lavoro svolto dalla società di Mountain View sulle immagini di tutte le strade del mondo ha una mole notevole: non basta raccogliere tutti i fotogrammi raccolti, bisogna controllarne la qualità, censurare targhe e persone e, molto spesso, bisogna tagliare o spostare le singole immagini perchè, causa buche, irregolarità generali o scarsa qualità, la “catena finale” che costiuisce le strade riportate virtualmente potrebbe risentirne. Unire immagini bidimensionali in una singola immagine tridimensionale non è semplice e spesso porta a discontinuità e imperfezioni dove i singoli fotogrammi si uniscono, specialmente “alzando” la visuale (chi l’ha usato almeno una volta capirà cosa intendo, altrimenti potete notare l’effetto “disorto” dalle FIG.1 e 2). Il caso analizzato oggi è stato trovato sul sito UFO News 24, raggiungibile all’indirizzo http://ufonews24.blogspot.it/. Premetto che tale sito è stato più volte criticato per aver modificato le informazioni riportate e per aver diffuso notizie già etichettate come false o non corrette, spacciandole per genuine e verificate. Il racconto di oggi non fa eccezione.

Immagine FIG.1: Ecco evidenziata la distorsione in un’immagine di esempio di Google Street View.

Immagine FIG. 2: Qui è evidenziata invece la distorsione massima causata dalla rielaborazione delle foto per “adattarle” ad una vista tridimensionale.

A cosa è servito questo lungo approfondimento sulle immagini di Google Street View? Cosa lega gli UFO e alcune immagini traballanti delle nuvole? Il caso trattato oggi è strettamente legato alle immagini e agli effetti derivati da modifiche ed effetti esterni. Vediamo perchè. L’articolo di UFO News 24 si apre con questa immagine, che riporto dal sito:ImmagineNell’articolo si illustrano brevemente alcuni dettagli sulla foto, dicendo che è stata scattata da una vettura di Google nello stato del Montana, precisamente a Trout Creek. L’immagine dello Street View risale al settembre 2007 (non lo troverete scritto nell’articolo ma sulle informazioni dello Street View del luogo, infatti potete guardare voi stessi l’oggetto cliccando qui: https://www.google.it/maps/@47.854647,-115.611611,3a,70.1y,10.36h,135.71t/data=!3m4!1e1!3m2!1sEVj8Y0xbCbwes_WA0z1zSw!2e0). Vengono poi analizzati vari ingrandimenti dell’immagine dopo aver applicato qualche filtro. Li riporto dal sito:Immagine

ImmagineDi questi ingrandimenti, il blogger che ha pubblicato l’articolo su UFO News 24 ci fa notare come sia possibile distinguere una testa aliena, mettendo comunque in dubbio la sua natura, specificando che potrebbe trattarsi di un riflesso o di un effetto dell’ingrandimento. Concludono dicendo che il caso è molto interessante ma che ancora rimane aperto in attesa di ulteriori sviluppi. Approfondiamo meglio la questione. La prima cosa che ho fatto è stata andare su Google Maps per vedere il fotogramma incriminato, ho effettuato un ingrandimento e riportato il risultato in FIG.3:

Immagine FIG.3: Ingrandimento e filtro “Colori Invertiti” sul fotogramma originale di Google Maps.

Che cosa c’è di strano? Non vedo l’alieno! Eppure l’ingrandimento è lo stesso! Calma, calma spieghiamo un punto alla volta la questione: per ottenre il massimo ingrandimento possibile ho “zoomato” al massimo su Google Mpas per quanto consentito dal servizio e, dopo aver catturato l’immagine con uno screenshot, l’ho ulteriormente ingrandita e poi ho applicato il filtro. Il livello di ingrandimento della mia immagine è molto simile a quello dell’immagine presa dal sito UFO News 24, come si nota dalla sgranatura. Eppure la testa aliena non si vede, si vede solo un’indistinta ombra scura. Torniamo un attimo all’immagine allegata all’articolo di partenza: noterete che, già dal fotogramma “vergine”, ovvero quello di Google Maps senza troppi ingrandimenti o filtri, la testa aliena non è neanche visibile, eppure nell’ingrandimento finale con tanto di filtro, nonostante tutto ciò che sta attorno (compresa la navicella, di cui tra poco parleremo) sia sgranato e pixelato a liveli disumani, risulta nitida, precisa e delineata, quasi possiamo distinguere i due occhi grandi tipici degli extraterrestri. Chi ha scoperto questo curioso disco rossastro su Google Maps dopo qualche ingrandimento, deve aver pensato che sarebbe stata una grande idea applicare l’immagine di un extraterrestre sulla foto originale e poi spacciarla per genuina e autentica. In sostanza, quindi, utilizzando un po’ di programmi per il fotoritocco, un’immagine di un extraterrestre ed un po’ di fantasia si può giungere ad un bel risultato. E l’ombra nera che hai trovato ingrandendo TU l’immagine? E il disco rosa? Evidentemente il risultato dello zoom estremo e la bassa qualità dell’immagine hanno portato alla formazione di macchie ed imperfezioni durante l’ingrandimento, basta guardare i bordi degli oggetti, quasi indistinguibili. Non mi meraviglio che ci sia qualche “artificio grafico” che porta alla formazione di queste macchie. Anzi, forse hanno suggerito al “manipolatore” dove piazzare la testa aliena per rendere il tutto più credibile senza uno zoom estremo su quella zona. Il disco rosa, infine, è un semplice riflesso dovuto al sole che, infatti, è proprio dalla parte opposta del disco (vedi FIG.4).

Immagine FIG. 4: Come potete ben vedere ecco che il Sole, situato dalla parte opposta rispetto all’oggetto in questione, di fatto crea un’illusione. E’ proprio la sua posizione e la qualità dell’bbiettivo ad originare l’oggetto, che è in realtà un semplice riflesso. Notiamo altri effetti ottici del sole e delle rielaborazioni dell’immagine, come una lunga scia bianca e strane “pieghe” nel cielo.

Niente UFO o alieni, quindi. Un semplice riflesso ha fornito lo spunto ad un abile utilizzatore di programmi per editing di immagini per creare quella che è diventata a tutti gli effetti un’immagine discussa e conosciuta dalla comunità di ufologi nel Mondo.

 

 

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