Orson Welles e il famoso radiodramma

Finalmente, dopo una lunga pausa, riprendo le consuete puntate di 45 Giri Volanti. Giusto per riprendere da dove avevamo interroto: l’ultima “puntata” risale al Novembre scorso, in cui abbiamo discusso come gli scettici vedono il mondo degli UFO. Come promesso, nella puntata successiva, avremmo trattato il radiodramma di Orson Welles. Gli ufologi di vecchia data, o magari chi è appassionato di fantascienza, conosce già l’episodio che stiamo per trattare, ma, per quanto sia stato un evento di valenza mondiale, potrebbe non essere conosciuto a tutti. Ebbene, chi era Orson Welles? Perchè è diventato così famoso? Per quanto possa sembrarvi strano, questo ragazzo che vediamo in FIG.1, non c’entra quasi nulla con il mondo degli alieni e degli UFO. Egli è stato infatti uno dei più grandi attori (ma non solo, fu anche regista e produttore cinematografico) americani del Novecento.

Immagine (FIG.1.: Ecco una foto che ritrae il giovane Orson Welles)

Molto probabilmente però tutta la sua fama ed il suo successo non sarebbero mai esistiti se, nell’Ottobre del 1938, non avesse inscenando quello che può essere tranquillamente definito il più grande scherzo (anche se ha da sempre dichiarato di non voler prendersi gioco di nessuno, ma semplicemnte di recitare un brano alla radio) mai visto sulla Terra. Molti di voi conosceranno il film “La Guerra dei Mondi”, dove strane creature aliene sbucano dal centro della Terra per seminare terrore e distruzione e dando vita ad una vera e propria battaglia con i terrestri. Tuttavia, l’idea del “contatto” con creature completamente diverse da noi umani ha radici ben più lontane. Difatti, “La Guerra dei Mondi“, è proprio il titolo del radiodramma che ha lanciato Welles. Il 30 Ottobre 1938, dicevamo, egli inscenò tramite la CBS, una radio americana, un’invasione aliena. In pratica, egli si presentava come il telecronista che descriveva istante per istante le mosse, il panico, la paura e la morte che strane creature provenienti da un luogo non meglio definito stavano disseminando in alcuni degli Stati Uniti d’America. Gli ascoltatori, nonostante fossero stati avvisati prima e dopo la trasmissione che si trattava di una recita, di un semplice spettacolo radiofonico e nulla più, furono letteralmente presi dal panico, ed iniziarono ad inondare i centralini delle autorità locali. Si dice addirittura che qualcuno scappò il più lontano possibile dalla città in cui viveva, caricando l’auto di famiglia con i beni necessari alla sopravvivenza raccolti sul momento e imboccando l’autostrada alla massima velocità con figli e mogli. Vi risulta difficile credere al fatto che tutti questi americani abbiano “abboccato” alla trappola? Sì, effettivamente può sembrare così, sentendo il racconto la prima volta. Come già specificato, gli ascoltatori erano stati messi al corrente che si trattava di un semplice radiodramma recitato da Orson Welles e riadattato da lui dal romanzo “La Guerra dei Mondi” di H. G. Welles per renderlo compatibile con i luoghi del momento, tuttavia la rielaborazione fu così convincente da persuadere una parte massiccia del pubblico che ciò che stavano ascoltando stava realmente accadendo, da qualche parte. Per darvi un’idea di cosa venne trasmesso quella sera, cito da Wikipedia (potete tuttavia trovare l’articolo completo qui: http://it.wikipedia.org/wiki/La_guerra_dei_mondi_%28programma_radiofonico%29) alcune parti del radiodramma così come le udirono nel 1938 gli americani sintonizzati sulla CBS:

Alle ore venti in punto del 30 ottobre 1938, dopo le prime note del programma musicale, irruppe la voce dell’annunciatore:

« Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità. (…)»

Dopo questo annuncio iniziale, riprende la musica, che verrà però presto interrotta, varie volte, da altri comunicati, via via più concitati e allarmanti. Per conferire credibilità al misterioso fenomeno, viene inscenata l’intervista ad un astronomo. Lo studio di New York dà quindi lettura di un bollettino speciale secondo cui, alle 20:50 circa, un oggetto fiammeggiante di grandi dimensioni, ritenuto un meteorite, è precipitato in una fattoria nei pressi di Grovers Mill, nel New Jersey:

« Abbiamo subito inviato una speciale unità mobile e il nostro cronista, Carl Phillips, appena giunto sul posto, vi darà una completa descrizione del meteorite di Grovers Mill…»

La narrazione prosegue in forma di testimonianza diretta da parte dell’inviato:

« Il terreno è coperto di frammenti di un albero che l’oggetto ha investito toccando terra. Ciò che posso vedere dell’… oggetto non assomiglia molto a un meteorite, o almeno ai meteoriti che ho visto prima d’ora. Sembra piuttosto un grosso cilindro…”»

Diventa quindi evidente che non si tratta di un oggetto naturale, ma di un qualche manufatto.  In seguito:

« Un momento! Sta accadendo qualcosa! Signori e signore, è terrificante! L’estremità dell’oggetto comincia a muoversi! La sommità ha cominciato a ruotare come se fosse avvitata! La cosa deve essere vuota all’interno! »

A quel punto si odono delle voci concitate (“Si muove!” “Guardate, si svita, si svita, dannazione!” “State indietro, là! State indietro! Lo ripeto!” “Può darsi che ci siano degli uomini che vogliono scendere!” “È rovente, sarebbero ridotti in cenere!” “State indietro, laggiù! Tenete indietro quegli idioti!”), e all’improvviso si distingue il rumore di un grosso pezzo di metallo che cade.

Phillips:

« Signore e signori, è la cosa più terribile alla quale abbia mai assistito… Aspettate un momento! Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità… Qualcuno… o qualcosa. Nell’oscurità vedo scintillare due dischi luminosi… sono occhi? Potrebbe essere un volto. Potrebbe essere…»

La narrazione prosegue con la descrizione delle macchine aliene e del loro terrificante attacco:

« Signore e signori, devo riferirvi qualcosa di molto grave. Sembra incredibile, ma le osservazioni scientifiche e l’evidenza stessa dei fatti inducono a credere che gli strani esseri atterrati stanotte nella fattoria del New Jersey non siano che l’avanguardia di un’armata di invasione proveniente da Marte. La battaglia che ha avuto luogo stanotte a Grovers Mill si è conclusa con una delle più strabilianti disfatte subite da un esercito nei tempi moderni (…) »

Tutto questo ci fa capire quanto la mente umana sia suggestionabile e impressionabile. Bastano le parole e l’ambientazione giuste per dare vita a fenomeni sociali davvero curiosi. Ecco perchè è vero che le parole hanno un peso.

Le scie chimiche: alieni, complotto, o… Balle Spaziali?

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