I “Capelli d’Angelo”: fenomeno diffuso e… sottovalutato

I Capelli d’Angelo, oltre che un noto nonchè saporito tipo di pasta, sono uno dei fenomeni più curiosi che riguardano i Dischi. Personalmente, li ritengo una delle prove schiaccianti che la natura dei Dischi sia aliena, ma non voglio influenzarvi con le mie ipotesi, quindi cercherò di trattarli in modo scientifico e imparziale, di modo che anche voi possiate capire bene di cosa stiamo parlando. Innanzitutto, come mi è venuta l’idea di parlarne e di dare la precedenza a loro piuttosto che alle “puntate” consuete? Bene, l’altra sera, ad uno dei tanti telegiornali (TG5) parlavano proprio di questo fenomeno, non so se come riferimento ad un fatto accaduto recentemente o per riempire un buco, giusto per arrivare alla fine. Per quello che mi riguarda, potevano piuttosto parlare di qualche pettegolezzo sul calciatore di turno o su qualche futuro figlio della Famiglia Reale Inglese (cosa che, per inciso, riesce benissimo ai telegiornali Mediaset…), visto che il servizio in questione è stato fatto letteralmente con i piedi. Non stiamo a disquisire sul servizio e vediamo cosa hanno detto. Innanzitutto, è stata data una breve spiegazione di cosa sono questi “Capelli D’Angelo”, ovvero strani filamenti simili alla fibra di vetro fresca (prima che sia solidificata sullo stampo, per intenderci) che, ogni tanto, ricoprono alcune zone o intere città del nostro Paese (ma non solo). Questi filamenti piovono letteralmente dal cielo, per poi appiccicarsi ed avvolgersi attorno ad alberi, auto, balconi e… passanti (FIG.1). Insomma, veri e propri “spaghetti” che coprono le città come neve. Ebbene, dopo questa breve introduzione, iniziano i dolori.

Immagine FIG.1: Vediamo qui un po’ di “Capelli d’Angelo” raccolti dal terreno.

Il servizio, con una ingiustificata presunzione e altezzosità è sicuro di spaccare e distruggere il mistero con una sintetica e striminzita spiegazione di un biologo (di cui non ricordo nè il nome nè la specializzazione) che speiga che il fenomeno è una cosa del tutto naturale, da sempre esistita e facilmente spiegabile. I figli di una specie migratoria di ragni, dopo che le uova si sono schiuse, si lanciano letteralmente dai rami degli alberi lasciando come scia la classica “bavetta” di cui sono fatte le ragnatele, ed essendo piccoli e leggerissimi, possono volare per chilometri con una leggerissima brezzolina, e mentre veleggiano, la loro scia, la loro bava, si deposita delicatamente a terra, dando vita a questo curioso fenomeno.

Permettetemi di ridere. Di ridere fragorosamemente. Dando per vero e giusto quello che il nostro biologo ci ha appena raccontato, proviamo a porci alcune domande. Primo: se questi ragni sono creature migratorie, ogni anno (in primavera o in autunno suppongo, non sono esperto di ragni ma in genere gli animali che “migrano” da qualche parte lo fanno in queste stagioni) dovrebbero spostarsi con questo curioso metodo dal punto A in cui sono al punto B in cui vogliono giungere. Ebbene, perchè il fenomeno non si verifica tutti gli anni, in tutte le città, su tutto il territorio ma solo in certi anni, in stagioni anche diverse, in posti geograficamente lontanti, sparsi sulla nostra penisola? Guardiamo la FIG. 2. Come vedete, la quantità di filamenti nell’immagine è notevole. Immaginatevi una città piena di filamenti come questi.

Immagine FIG. 2: Ecco la foto che mostra un ingrandimento dei filamenti misteriosi.

Se a produrre questi filamenti sono dei ragni grandi come la punta di un ago, già per produrne una quantità come quella dell’immagine, quanti ragni ci vogliono? Decine, forse centinaia. Immaginatevi per coprire città estese chilometri e chilometri…

Non è ancora abbastanza, in FIG. 3 vediamo una tabella che illustra il resoconto di un’indagine condotta nel 1999 a Varese, dopo la caduta sul terreno di questi “Capelli d’Angelo”. Se volete leggere l’articolo, cliccate qui: http://www.cicap.org/piemonte/cicap.php?nome=7_capelli_dangelo&section=articoli&tipo=articolo

Immagine

La conclusione è chiara: “Non si tratta di tela di ragno”. Se, invece, volete altre testimonianze, foto o ulteriori approfondimenti, cliccate qui, al link del CrPrato che ha trascritto importanti eventi di questo tipo avvenuti nel 1954: http://www.crprato.it/sito/index.php?option=com_content&view=article&id=1:anno-1954&catid=34:avvistamenti&Itemid=68 (dovete scorrere un po’, poichè qui sono riportati tutti gli avvistamenti del 1954, e per trovare quelli riguardnti i “Capelli d’Angelo” bisogna muoversi all’interno della pagina).