Dov’è più probabile vedere un UFO? Ci sono luoghi in cui gli avvistamenti sono più frequenti?

Se pensiamo a prodotti tipici come l’olio, ci rendiamo presto conto che tale prodotto risulti migliore in zone calde, con la giusta quantità di pioggia e sole abbondante, come sulle coste del Mediterraneo. Provate ad immaginarvi un olio prodotto in Gran Bretagna: non avrebbe certo le qualità di quello italiano. Proprio come il mondo della cucina, anche quello dell’ufologia varia da zona a zona del Pianeta (o per essere esatti, dei pianeti…), quindi avremo zone come gli Stati Uniti o il Sudafrica particolarmente interessati da molteplici avvistamenti o altri come la Francia dove gli UFO sono frequenti come le piogge nel Deserto. Certo, il numero di avvistamenti dipende molto anche dall’estensione di un territorio, perciò sarà molto più facile avvistare un Disco Volante in Russia piuttosto che in Andorra…

A volte però tale fattore non è così importante per far conoscere al mondo cosa stia accadendo in realtà: pensiamo agli avvistamenti del Belgio dell’82 (già analizzati tempo fa qui sul blog); Il Belgio non è ne particolarmente esteso ne contraddistinto da attività che potrebbero interessare gli extraterrestri. Avete mai visto qualcosa simile all’Area 51 in Belgio? Persino noi “terrestri” (non per discriminare i belgi, per carità…) talvolta non diamo troppa importanza a tale stato. Eppure, negli anni ’80, è stato interessato da una serie massiccia e misteriosa di avvistamenti che lo rendono una metà interessantissima per tutti gli appassionati del genere. Anche il Regno Unito, seppur in maniera molto minore, è stato vittima di numerosi avvistamenti, spesso dimenticati a causa di disinteresse da parte dei cittadini o semplicemente perchè i testimoni non erano credibili. Il Regno Unito ha un’estensione paragonabile a quella dell’Italia, ma dal punto di vista ufologico è molto più interessante del nostro Paese.

In altri casi, come ad esempio in Cina, nonostante il territorio sia vasto e particolarmente interessante, gli avvistamenti scarseggiano, anche a causa, probabilmente, delle censure che il Governo impone alla stampa. Se fosse stato registrato qualche caso, molto probabilmente non sarebbe mai stato divulgato ai cittadini.

In conclusione, possiamo dire che gli UFO siano un fenomeno del tutto casuale, ma con picchi in Paesi come gli USA, l’Argentina o il Brasile. In particolare, la prossima volta vediamo come le antiche meraviglie architettoniche siano come una “calamita” per i Dischi. Gli alieni sono sempre stati presenti sul nostro pianeta e hanno contribuito alla nascita di opere monumentali?

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I militari sono i responsabili di quasi tutti gli avvistamenti di massa?

Come già accennato nel precedente articolo, la maggior parte degli avvistamenti si rivela falso o non comprovabile con prove oggettive. Ma siamo davvero sicuro che i misteriosi avvistamenti di massa siano da imputare a navicelle provenienti da altri Pianeti? La risposta potrebbe non essere così immediata.

Ripensiamo, ad esempio, ai più celebri e noti avvistamenti: Roswell 1947, Phoenix 1997 e a seguire tutti i più celebri avvistamenti proposti in varie salse da blog e serie televisive. Se ci pensiamo bene, è sempre coinvolto l’Esercito. Analizziamo i due casi riportati sopra e capiamo come i Militari rientrino in queste vicende.

Nel caso di Roswell, inutile dirlo, se non fosse stato per l’Esercito Americano, molto probabilmente il caso non sarebbe diventato così famoso. I movimenti attorno alla città verso l’Area 51 hanno interessato così tanto gli abitanti che tale fatto è rimasto sulla cresta dell’onda dei vari avvistamenti per decenni, e anche ora non si sa cosa ci sia dietro: il presunto cadavere dell’alieno ritrovato dopo l’impatto è custodito nella base militare? I militari e i Servizi Segreti che indagano periodicamente attorno alla base e alla città vogliono mantenere ben segreto un fatto che potrebbe cambiare la nostra vita per sempre? E’ un caso che chiunque si avvicini, anche di pochi metri, alla rete della base, venga immediatamente cacciato in modo spettacolare, con l’ausilio di elicotteri Apache e guardie armate? Chissà… Tuttavia, tutta questa “precauzione” è ben giustificata, a prescindere che vengano nascosti alieni o tecnologie militari non ancora pronte, in fase di “beta-testing”, come si dice in Informatica, poiché il Governo non sa se il tizio che si avvicina all’ingresso è uno sprovveduto turista che vuole vedere con i propri occhi la fantomatica base o una spia straniera che vuole “passare” da normale civile.
La questione delle tecnologie militari in fase di collaudo è interessante: dopo la Guerra (e anche tuttora) gli Stati Uniti iniziarono un’intensa fase di sperimentazione di nuovi aerei, come il B1, il B2 e l’incredibile SR-71 Blackbird. Immaginatevi di vedere nella penombra della sera un B2 pensereste mai che si tratta di un normalissimo (si fa per dire) velivolo terrestre? Credo di no. Proprio l’ignoranza dei normali cittadini in materia, chiaramente comprensibile, li induceva spesso a deduzioni scorrette di ciò che vedevano.

Passando al caso Phoenix possiamo dire che la posizione dell’Esercito non è ben chiara. Utilizzo il presente perché, nonostante siano passati 16 anni dal “fattaccio”, ancora i Militari non hanno dato risposte chiare e complete. Prima di tutto, il giorno successivo all’avvistamento, hanno dichiarato di non sapere niente, che i loro radar non rilevavano niente e che non erano in corso missioni di nessun tipo. Lo stesso giorno, nel pomeriggio, è arrivata la smentita dallo stesso Esercito: era tutto un’enorme equivoco, in realtà due caccia, mandati in ricognizione della zona, equipaggiati con missili Bengala da segnalazione, dovevano rientrare alla base ma, avendo i missili a bordo, dovevano prima “sganciarli” per rendere sicuro l’atterraggio. Ecco spiegate le misteriosi luci. Ora, credere che i comuni mortali non abbiano una conoscenza smisurata in materia di tecnologia militare è lecito, ma credere di prenderli per i fondelli dicendo che “luci stazionarie nel cielo disposte a formare un ampio arco, che via via andavano spegnendosi, una dopo l’altra, erano in realtà semplici missili Bengala da segnalazione” è un azzardo. Per quello che mi riguarda, posso dire che sganciare i missili senza necessità per rendere l’atterraggio più sicuro è una follia: è come se un caccia, equipaggiato con un missile Patriot da 6 milioni di Dollari, prima di atterrare, lo sganci dove capita per non avere problemi nella fase finale del volo. Non sono un pilota, ma come giustificazione non è delle migliori, si capisce benissimo.

Detto questo, vi saluto e vi auguro una buona serata, ricordatevi di leggere anche gli altri articoli!!

Dov’è più probabile vedere un UFO? Ci sono luoghi in cui gli avvistamenti sono più frequenti?

Il duro mestiere dell’ufologo: come si distingue una testimonianza o una foto falsa da una autentica?

Molti credono che gli ufologi, che siano semplici appassionati o professionisti facciano tutto soltanto per passione e interesse verso gli “extraterrestri”, credendo che un eventuale sbaglio sarebbe ininfluente in ciò che fanno. Vi assicuro che (nonostante io sia un principiante che si interessa e si appassiona agli UFO ma non ne fa il proprio lavoro -anche se mi piacerebbe-) ci sono stati, nel corso della storia, tanti ufologi di professione che, a causa di un’interpretazione sbagliata o di un errore nell’analisi delle prove ha messo a rischio la propria carriera. Dopo questa breve premessa possiamo iniziare la vera e propria puntata.
 
La seconda cosa più difficile dopo aver trovato un testimone disposto a parlare della sua esperienza, o disposto a mostrare una foto o un video da lui girato, è capire se è attendibile o se è tutta una farsa. Non è raro (anzi, direi che è frequentissimo) trovare una persona del tutto normale che, per attirare l’attenzione su di se, per divertimento o per motivi suoi personali costruisce storie di incontri con mirabolanti esseri di alti pianeti che conducono su di lui esperimenti di varia natura ma, sfortunatamente, nono può mostrarci i segni fisici sul suo corpo perché dopo poche ore scompaiono del tutto. E’ capitato che uno di questi fantomatici contattisti consegnasse alla Polizia immagini di extraterrestri con antenne e grosse teste verdi, stampate da Internet poche ore prima. Tutto questo ci riporta alla domanda iniziale: come diavolo si distingue il vero dal falso? Vi faccio un esempio: state camminando per strada e trovate un Rolex vicino al marciapiede. Istintivamente lo prendete, lo osservate e pensate che non può essere vero; speranzosi ma poco ottimisti lo portate dal vostro orologiaio che lo aprirà e vi dirà: “Sei stato davvero fortunato! Questo Rolex è autentico!” oppure, più probabilmente, “Mi dispiace, ma si tratta di una replica da poche decine di Euro. Tienilo per quando si scaricherà la batteria di quello che usi di solito…”. Dentro di voi speravate che fosse autentico, che finalmente avete fatto centro e vi ritrovate il Rolex che avete sempre desiderato fra le mani (per essere precisi, al polso…), ma contemporaneamente, dentro, prevaleva una voce che vi diceva di non esaltarvi perché era quasi certo che fosse un falso. 
Per noi ufologi, vale lo stesso discorso, quando ci troviamo davanti un’immagine inedita, un video girato di giorno o un testimone che ci racconta la sua esperienza ci esaltiamo, ma spesso restiamo delusi. Per capire, nel dettaglio, quando ci troviamo di fronte ad un falso, dobbiamo considerare molti elementi. Nel caso di una foto, ad esempio, per prima cosa dobbiamo osservarla attentamente: le ombre sul paesaggio e sull’oggetto sono giuste? Sono compatibili con la posizione del Sole? L’oggetto risulta luminoso come gli altri elementi oppure è più scuro/chiaro? Dopo una prima ispezione visiva (che è sufficiente per stabilire l’autenticità della prova, se l’immagine è stata realizzata senza troppe accortezze) è necessario guardare l’immagine con gli occhi imparziali e straordinari del computer. Utilizzando i programmi adatti si può stabilire con precisione la posizione dell’oggetto, se è tridimensionale o meno, e addirittura l’altezza dal suolo. Tutti questi elementi, combinati assieme ci fanno capire se l’oggetto è reale o se è stato aggiunto ritoccando la foto. Bene, e se l’oggetto è stato davvero fotografato? Si tratta di un Disco Volante extraterrestre o magari di un vinile lanciato a mo’ di frisbee? In questo caso è impossibile stabilirlo, perché gli elementi della foto sono fini a se stessi, e a quel punto si può puntare tutto sulla fiducia del testimone.
E se invece abbiamo un video? Possiamo applicare lo stesso principio? In teoria sì, in pratica diventa impossibile, perché bisognerebbe analizzare fotogramma per fotogramma, e siccome gli elementi non sono in una posizione fissa ma variano da immagine a immagine, è impossibile prendere riferimenti, perciò si usa spesso rallentare il filmato o alternare i colori per vedere se l’oggetto è reale o no. Anche qua, se è veramente stato filmato, non possiamo avere la certezza che si tratti di extraterrestri, non ci sono elementi a parte le parole del testimone. 
Se finora vi sembra tutto complesso, immaginatevi di analizzare le singole parole di un racconto. Il testimone si siede ed inizia a parlare, parlare parlare… e bisogna annotarsi tutto. Se il tizio sta mentendo o no, lo si può capire da come si comporta mentre parla: se muove le mani nervosamente, se tenta di allontanare gli occhi o se fa delle pause. Soprattutto le pause ci fanno capire che, a corto di idee, egli stia cercando tutti i modi possibili per non contraddirsi e per inventarsi altri dettagli. Un segreto per fregarlo e fargli molte domande, o la stessa in forme diverse: se risponde allo stesso modo o è bravo o è vero, altrimenti potete finire ì. Del resto, l’ufologo sta con l’orto e zappa i frati, non può farci niente se l’altro non risponde o è un bugiardo. Per evitare di inciampare in errori o dimenticanze si ricorre all’ipnosi regressiva: il testimone viene ipnotizzato e, come per magia, inizierà a raccontare tutto per fila e per segno, dialoghi, impressioni e pensieri. L’ufologo registra il tutto e si ritrova con le impressioni in tempo reale del testimone. Se il testimone, sotto ipnosi, farnetica parole senza senso (o dorme…) abbiamo preso un granchio. Il morto è nella bara, quando si inizia un’intervista o una seduta di ipnosi, a prescindere da come va, deve essere completa! 
 
Dopo questa lunga descrizione/guida sui falsi, è giunto il momento di salutarci.
Nella prossima puntata parleremo di come gli oggetti terrestri siano troppo spesso scambiati per UFO. I militari sono i responsabili di quasi tutti gli avvistamenti di massa? 

Il Bigfoot torna a far parlare di sè: un antico primate o una creatura aliena?

Chi segue il mondo del paranormale/extraterrestre da tempo sa bene che il Bigfoot (o sasquatch, che dir si voglia) è un evergreen che non tramonta mai. Negli ultimi decenni, anche se gli avvistamenti sono diminuiti, non sono del tutto scomparsi; adesso pare però che questa curiosa creatura stia tornando agli onori della cronaca come un tempo, talvolta in modo violento e devastante.

Tutto è cominciato pochissimi anni fa, quando un team di esperti di biologi e ricercatori si recarono in un rifugio al confine fra USA e Canada per circa 15 giorni al fine di studiare le specie del lago e l’habitat offerto da quel caratteristico e desolato luogo contornato da un fitto bosco. Al termine della loro esperienza il team ha raccontato delle storie agghiaccianti riguardo uno strano essere alto più di 3 metri, molto simile ad un gorilla che, nella notte, si aggirava per il bosco, talvolta provocando forti tonfi e rumori strani. Negli ultimi giorni pare che la creatura si sia avvicinata al rifugio dei biologi e, probabilmente spaventata dai movimenti degli occupanti all’interno, ha iniziato a scagliare con violenza pietre e rami verso le finestre e il tetto. Dopo la partenza degli occupanti, in affitto, il capanno è rimasto vuoto per tutto l’inverno e, quando il proprietario è tornato a prepararlo per l’arrivo di nuovi ospiti, ha trovato l’interno completamente a soqquadro, con mobili spezzati a metà e addirittura il lavello del cucinotto in mille pezzi brutalmente strappato dalla parete. Fu subito smentita la possibilità che si trattasse di ladri o malintenzionati, perchè per raggiungere il capanno (ben nascosto nel bosco ma sulla sponda del lago) è necessario un idrovolante che, a detta del prorpietario, è inutilizzabile in quel luogo di inverno, perchè la neve il freddo renderebbo difficile e pericolosissimo l’atterraggio. Inoltre il velovolo lascerebbe varie tracce e segni sia sulla sponda sia nei pressi del molo, dove viene “ormeggiato”. Da scartare anche l’ipotesi degli orsi, per due motivi principali:

1) D’inverno tutti gli orsi sono in letargo, soprattutto in quella zona, dove il freddo è particolarmente intenso;

2) Un biologo del gruppo, chiamato dal proprietario per approfondire la faccenda (e forse per accertarsi che non fossero stati loro dopo qualche bicchiere di birra in più…), ha fatto notare come il frigorifero situtato nel cucinotto (ovviamente staccato dalla corrente e lasciato vuoto dai precedenti inquilini), per quanto risultasse spostato e graffiato all’esterno, presentava intatta e immacolata la parte interna, cosa che non sarebbe accaduta se fosse stato un orso a compiere il fattaccio: questi animali, infatti, sono attratti dall’isolante all’interno che, se inutilizzato per qualche tempo, produce un odore simile a quello di un formicaio in pena attività, che è come Manna dal cielo per gli orsi. Non essendoci tracce di accanimento verso questa parte, il biologo è quasi sicuro che non si tratti di orsi.

Il fatto più interessante  e curioso è sicuramente il fatto che il proprietario, prima di chiudere il rifugio in previsione dell’inverno, aveva posizionato davanti alla porta una grossa tavola di legno coperta di chiodi: il misterioso visitatore, ignaro di tale accorgimento, passandoci sopra, ha lasciato un’enorme impronta di circa 43 cm, con tanto di resti di tessuto e sangue. Da un’analisi chimica pare che il DNA sia un misto fra quello umano e quello dello scimpanzè, con una differenza: alcune combinazioni genetiche non erano mai state riscontrate e sono del tutto nuove. In attesa di ulteriori svliluppi (magari video e foto in alta definizione da fonti attendibli) questa creatura ci appare ancora coperta da un velo di mistero, che però si assottiglia sempre più…

Il duro mestiere dell’ufologo: come si distingue una testimonianza o una foto falsa da una autentica?

Extraterrestri e religione: nei testi antichi riportati i primi grandi avvistamenti?

Come promesso, dopo le recensioni e i commenti delle altre puntate, riprenderemo con le nostre puntate.

Dunque, dove eravamo rimasti?

A quanto pare, i popoli antichi, specialmente quelli passati alla notorietà per enormi opere quali le Piramidi egiziane, potrebbero aver avuto contatti con esseri provenienti dallo spazio. E’ chiaro, dunque, che tali possibili incontri abbiano influenzato in modo estremamente pesante la cultura e i costumi di questi popoli così esotici. Già nei geroglifici degli Egizi sono state trovate strane raffigurazioni di oggetti discoidali o comunque del tutto “abnormi” visto il periodo. Vediamo di capire meglio: le religioni politeiste, o addirittura la religione islamica, pare siano state ispirate da incontri con extraterrestri agli albori delle civiltà stesse. Pare che Maometto ricevette dall’Arcangelo Gabriele la rivelazione dell’islam, ma, tanti ufologi nel mondo sono convinti che l’Angelo Gabriele sia un extraterrestre venuto dallo Spazio a illuminare Maometto. Questa teoria è accreditata anche dal fatto che proprio gli Islamici prendano come riferimento una pietra nera (un meteorite) situato alla Mecca. Altre religioni politeiste (particolarmente diffuse nell’antichità) pare prendessero ispirazione dagli abitanti degli altri pianeti del Sistema Solare, ad esempio un Dio o una Dea rappresentavano gli abitanti di un pianeta come Saturno (ovviamente sconosciuto). Se tali teorie si rivelassero vere (è potrebbe non essere così difficile provarlo) avremmo la conferma del fatto che il nostro pianeta sia già stato visitato.

Per quanto breve (a causa della scarsità di prove e di materiale da cui prendere idee e spunti) l’articolo finisce qui, ma non preoccupatevi, nei prossimi giorni avremo puntate ben più ricche!

Bene, allora, direi che possiamo fare festa. Festa, non nel senso che uno si alza ed inizia a fare “tatataratararattatara…”

 

“A Caccia di UFO” – Puntata del 28/04/2013

Eccoci ad una nuova recensione di una puntata della serie “A Caccia di UFO”, precisamente la seconda del 28 Aprile.

Innanzitutto, mi scuso per la lunga assenza, ma ho avuto molto da fare e ho dovuto sospendere la stesura degli articoli per qualche giorno. Vi prometto però che nei prossimi giorni gli articoli torneranno ad essere pubblicati con regolarità.

Dunque, partiamo col dire che questa puntata, a differenza della precedente, mi è piaciuta molto. Il titolo, per chi volesse approfondire ed andare oltre questo articolo, è “Strane luci nel cielo”. Il tiltolo (per fortuna) non allude alle Luci di Phoenix, ma allude ad un caso poco conosciuto di alcuni fenomeni luminosi sconosciuti avvenuti nel 2010 in Texas. Per cominciare la loro indagine, vista la mole di testimoni (un caso di “avvitamenti di massa”) da intervistare, decidono di organizzare un’assemblea cittadina per confronatre le idee e le testimonianze dei cittadini: quasi tutti riportano lo stesso fenomeno. Durante la notte enormi dischi (distinguibili nell’oscurità soltanto per le luci poste sul perimetro) sorvolano, anche a bassa quota, le città del Texas senza emettere suoni o rumori provocati dai propulsori. Un cittadino, che ha iniziato ad interessarsi al fenomeno dopo avervi assistito per la prima volta, possiede decine di filmati (purtroppo di bassa qualità, essendo girati di notte con attrezzature non professionali) che ritraggono dapprima una sfera lampeggiante, che successivamente svanisce in pochissimi secondi. I tre investigatori, dopo aver passato una notte nel bosco assieme al principiante ufologo locale (purtropppo senza ottenere risultati) si recano nei pressi di un vecchio mulino, oramai in disuso, per effettuare rilevazioni sul terreno, poichè pare che 100 anni prima fosse precipitato un UFO in quel luogo. Purtroppo (o per fortuna) non emergono anomalie.

A questo punto accade un fatto interessante e inaudito: i tre riescono a filmare un UFO.

Ryder, munita di telecamera e telescopio, resta ad osservare il cielo mentre Ben e James analizzano visiamente e con l’ausilio di particolari strumenti il terreno attorno al mulino. Poco dopo individua una luce lampeggiante che si muove a grande velocità in cielo: la osserva meglio col binocolo e, pochi istanti dopo, scompare lasciano il posto ad un enorme disco che, sfortunatamente, resta visibile solo per un secondo a causa dell’oscurità. Purtroppo si distingue soltanto il bordo pieno di luci. Purtroppo non sono riuscito a trovare il fotogramma che ritrae il Disco.

La serie di recensioni si conclude qui, in maniera positiva, grazie soprattutto a questa puntata dove viene misteriosamente ritratto un UFO. Da domani riprenderanno le puntate di 45 Giri Volanti!

Roswell: le conseguenze del 1947

In attesa dell’ultima recensione della puntata del 28 Aprile di “A Caccia di UFO” (perdonatemi, ho avuto da fare in questi giorni, e domani avrò l’esame del Trinity, altra buona occasione per divulgare notizie e fatti sugli extraterrestri…) e di continuare le nostre puntate, farò un piccolo strappo alla regola parlando, seppur molto brevemente, di come (e quanto, soprattutto) abbia influito l’incidente di Roswell del 1947 sulla cittadina omonima.

Dunque, per quanto questo caso sia famoso e conosciuto, prima o dopo, durante l’articolo, qualche lettore occasionale non particolarmente informato potrebbe avere dei dubbi sull’accaduto e, addirittura, potrebbe fraintendere i contenuti dell’articolo. Al fine di evitare tutto ciò riassumerò in pochissime parole il fatto. Pare che nel 1947, a Roswell, una cittadina nel deserto del Nevada sia precipitato un UFO. Le autorità, vista anche la relativa vicinanza con l’Area 51, sono prontamente intervenute liberando la zona dai detriti e dal corpo di un extraterrestre deceduto nell’impatto. Ad alimentare l’interesse per la questione (da subito già alto fra gli abitanti locali, che poche ore dopo il fatto, grazie ai quotidiani e ai proprietari dei ranch attorno alla città incuriositi dall’intensa attività militare) un filmato, che riprendeva il sezionamento della creatura aliena, divenne subito l’icona del luogo: sul un lettino di un’immacolata sala operatoria segreta era adagiato una creatura grande come un uomo, con una testa oblunga e grossie e allungati occhi neri che veniva via via “aperta” da un tizio in camice che sapeva dove intervenire. Se siete interessati, il video è questo: https://www.youtube.com/watch?v=NwyeK36Gh-s (ATTENZIONE: i contenuti non sono adatti ad un pubblico troppo giovane o facilmente impressionabile)

Questo video, dettagliato e curato nei minimi dettagli, è però un falso fatto ad arte: pochi anni dopo la sua pubblicazione, infatti, il regita stesso ha dichiarato di esserci lui dietro a questo scherzo fatto ad arte.

Tornando a noi, l’influenza di tale incidente ufologico come viene vissuto dai cittadini? E’ stato archiviato oppure è fortemente sentito? Per quanto il Mondo sia pieno di persone che non credono a ciò che accadde, la risposta da scegliere è la seconda. Non sono mai stato a Roswell, ma, dalle foto che possiamo facilmente trovare sul WEB, direi che ogni mattone della città abbia subito l’influenza di quel famoso 1947:

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Ironia della sorte, l’ultima foto (che ho trovato sul WEB, come le altre, badate bene…) è stata scattata il giorno del mio compleanno…

Informandosi meglio, è possibile trovare interi negozi che vendono souvenir e gadget (a partire dalle pantofole fino alla cover per l’iPhone passando per il manichino gonfiabile a forma di alieno) di dimensioni anche impegnative. Gli abitanti, soprattutto i fan più sfegatati dell’incidente, sono in grado di fornirvi dettagli e racconti personali mai messi in evidenza dalla stampa e dai media. Se sono esagerazioni, rielaborazioni personali o semplici dettagli inventati, non spetta a me dirlo…