“La Storia Segreta degli UFO” – Puntata del 28/04/13

In questi giorni, considerando che le nostre “puntate” sono arrivate a buon punto, verranno “sospese” per parlare e commentare alcuni episodi delle più celebri serie televisive sugli UFO. Iniziamo con “La Storia Segreta degli UFO“, andata in onda il 28 Aprile scorso. Essendo trasmessa su National Geographic, credevo fosse, come la maggior parte dei programmi che possiamo trovare su quel canale, molto rigorosa dal punto di vista scientifico ma anche curata nei dettagli, con video inediti, immagini in alta definizione (o comunque “digitalizzate“…), ma purtroppo non è stato così. Innanzitutto, per l’ennesima volta, si è parlato dei soliti, conosciuti, discussi, monotoni e documentati fino all’inverosimile avvistamenti, a partire dalle Luci di Phoenix. Se da un lato è bene che siano riportati casi comprovati e analizzati nei dettagli, per evitare di diffondere notizie vere a metà (o per nulla…), dall’altro chi è nel “giro” (gioco di parole…) dell’ufologia da qualche anno non ne può più di sentire sempre le stesse cose… L’unico aspetto che mi è piaciuto riguardo a questa storia è che (devo essere onesto, non lo sapevo) ci fu un’altro avvistamento, praticamente sconosciuto e per nulla documentato. In pratica, prima delle luci che tutti conosciamo, fu registrato l’avvistamento di un grande triangolo in prossimità della cima di una montagna a circa 80 km. Il Triangolo venne descritto come un oggetto lungo come due/tre campi da Football, molto silenzioso e anche “semitrasparente”: pareva come infatti che l’interno fosse suddiviso in scomparti. Poi, in un lampo, sparì nel nulla. Dopo dieci minuti abbondanti di “luci” si è iniziato a parlare (facendo diminuire, a mio vedere, la serietà del programma) di Incontri Ravvicinati e di Contattisti. In pratica si è detto che la maggior parte dei contattisti degli anni ’70 erano “truffatori”, che si divertivano a raccontare balle a pagamento… L’unica storia considerata plausibile era quella di una coppia che, viaggiando di ritorno dal Canada, venne rapita dagli occupanti di un Disco.

In conclusione credo che la puntata non fosse assolutamente all’altezza di come fu presentata, in parte perchè condotta da “scettici“.

Nei prossimi giorni arriveranno altri commenti…

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Sono solo gli alieni che cercano un contatto con noi o anche noi abbiamo desiderio di contattarli?

Da sempre, riferendoci agli UFO e agli alieni, partiamo col presupposto che siano loro a cercarci. Diamo per scontato che loro sono i Visitatori. Oggi invece voglio parlarvi di un caso (purtroppo quasi sconosciuto) in cui siamo stati noi a cercare un contatto con loro, chiunque essi siano. A Porto Rico, precisamente ad Arecibo, ha sede il più grande radiotelescopio esistente, usato normalmente per lo studio dell’atmosfera e di ciò che circonda il nostro pianeta, nel corso della sua carriera (che ha inizio nel 1963) è stato usato anche per due altre importanti faccende. Per lo studio dei statelliti russi e per inviare un messaggio (che vedremo meglio in seguito) verso la nebulosa M13 (1974). Innanzitutto, siccome la nebulosa dista 21000 anni luce dalla terra, serve un radiotelescopio di dimensioni impegantive: quello di Arecibo è sufficientemente grande (FIG.1)! Ma vediamo di capire meglio: un messaggio, dicevamo. Ma che tipo di messaggio? Come avrebbero potuto interpretarlo gli extraterrestri? Cosa conteneva? Vediamo di rispondere a queste domande dopo il salto.

Immagine (FIG.1) Ecco il telescopio di Arecibo, un enorme parabola sormontata da un antenna di 900 tonnellate sorretta da tre enormi pilastri di cemento armato. L’ideale per “scrutare” l’Universo…

Chiaramente, il messaggio inviato (FIG.2) non poteva essere creato sulla falsa riga delle letterine a Babbo Natale… Infatti esso conteneva un sacco di informazioni, dai numeri da 1 a 10 a delle immagini stilizzate del radiotelescopio, passando per la forma del DNA umano. Tutto scritto in una lunga serie di 1 e 0 combinati assieme: il codice binario. Ci volle molto per trasmetterlo? No, poco più di tre minuti.

Immagine (FIG.2) Il messaggio, tradotto dal codice binario, dava origine ad un immagine bitmap, quella che vedete sopra riportata. In pratica, questa è “l‘interfaccia grafica” del messaggio scritto in “riga di comando“. Un modo più semplice di rappresentare lo stesso concetto.

Immagino che tutti vi starete chiedendo: “Ma gli alieni (se esistono…) lo hanno letto? Ci hanno dato una risposta o è stato solo un totale fallimento?” Dare una risposta non è così semplice, ma un evento del 2001 ci da un indizio, a mio vedere, inequivocabile, del fatto che gli alieni abbiano letto il messaggio e ci abbiano anche risposto.

Accanto al SETI, nel Regno Unito, apparve un gigantesco cerchio nel grano (FIG.3) praticamente identico al messaggio che gli avevamo inviato nel 1974. Non uguale, ma simile: lo hanno voluto modificare? Ci hanno dato la loro versione? Chissà…

Immagine (FIG.3) Il Crop Cicle del Regno Unito, del tutto simile al messaggio che gli avevamo inviato.

Mettendo assieme gli schemi dei due messaggi notiamo piccole ma signifative differenze. La più sorprendente, il corpo con l’aggiunta del volto. Che dire? A sinistra abbiamo lo schema di ciò che scrivemmo noi, a destra il messaggio di risposta. A voi i commenti:

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L’idea che degli extraterrestri ci abbiano dato conferma della loro esistenza mi fa venire i brividi, e non riesco a fare a meno di pensare alle conseguenze che ciò potrebbe portare (sia positive sia negative…). Tuttavia, se volete andare molto più a fondo riguardo a ciò che abbiamo appena discusso e analizzato, recatevi su questo sito (purtroppo solo in Inglese): http://www.abovetopsecret.com/forum/thread340541/pg1

Extraterrestri e religione: nei testi antichi riportati i primi grandi avvistamenti?

Ringrazio Pasquale per l’idea del radiotelescopio…

 

 

 

Tragedia di Ustica: uno dei più grandi misteri dello Stato Italiano, ma di chi è davvero la colpa?

Oggi, 25 Aprile, ricorre l’anniversario di uno dei più importanti eventi del secolo scorso: la Liberazione dell’Italia. Questo, come l’elezione di un Presidente o una conquista sociale particolarmente voluta dal popolo, va ad aggiungersi alla già ricca storia del Paese. Un capitolo della nostra storia, purtroppo tragico ma avvolto dal mistero, riguarda la Tragedia di Ustica. Anche se quasi tutti, a grandi linee, sono a conoscenza di ciò che accadde, voglio comunque riassumere il fatto. Il 27 Giugno 1989 il DC9 della compagnia ITAVIA “esplose” misteriosamente in volo e finì in mare, vicino ad Ustica. Morirono tutti gli occupanti. Già dal primo momento i dubbi e le incertezze sul fatto furono molti: le cause dell’incidente più probabili, secondo gli investigatori, erano due: un impatto con un aereo militare (mai ritrovato) di nazionalità indefinita oppure l’abbattimento da parte di un missile “a risonanza” francese, che avrebbe dovuto colpire l’aereo su cui viaggiava Gheddafi, evidentemente vicino al DC9. Fra le due ipotesi, la prima mi sembra la meno probabile (e, aggiungerei, palesemente falsa) mentre la seconda, per quanto mirabolante e fantasiosa, è più credibile, ma comunque lascia molti dubbi: il primo che mi sorge, vedendo la foto del relitto (seppur incompleto) del DC9 (FIG.1) è che è diviso in piccole “fette”, come le tessere di un puzzle tridimensionale, ma comunque la forma dell’aereo è molto riconoscibile e uniforme, cosa che non sarebbe mai successa se l’aereo fosse stato colpito realmente da un missile (o da un aereo militare, ancor peggio). Per darvi un’idea di cosa accade quando un missile colpisce un aereo, date un’occhiata a questo video e ditemi se i resti dell’aereo dopo l’impatto sono compatibili con quelli del DC9: http://www.youtube.com/watch?v=0VBiqsQ2CjY

E’ chiaro, bisogna considerare tanti fattori: il tipo di missile, dove ha colpito… Ma, per quello che mi riguarda, in ogni caso, il DC9 non poteva essere ritrovato nelle condizioni in cui è, se fosse stato davvero colpito da un missile.Immagine (FIG.1) Il DC9 di Ustica nell’hangar in cui si trova attualmente. Anche se i pannelli esterni sono danneggiati ma per la maggior parte della superficie presenti (evidentementi i mancanti si sono dispersi in acqua al momento dell’impatto), è possibile vedere come la struttura “a griglia”, creata per sostenere i pezzi recuperati, che sorregge la “carrozzeria” dell’aereo e gli da la forma caratteristica, sia coperta da svariati pezzi di dimensioni anche impegnative e relativamente deformati (piegati e rotti, certo, ma derivanti dall’impatto con l’acqua). Si vede bene che la punta dell’aereo, dove tali tubi d’acciao sono perfettamente in forma, sia inizialmente priva della struttura esterna dell’aereo, ma in un punto del tutto casuale, questa sia perfettamente coperta dai detriti recuperati. Possibile che quei pezzi siano inesistenti mentre quelli immediatamente accanto siano quasi completi? A voi le conclusioni, ma, per quello che mi riguarda, se questo DC9 fosse stato realmente colpito da un missile, non lo avremmo ritrovato così… Bisogna considerare però che stiamo parlando di un oggetto che è piombato in acqua mentre volava a 700/800 km/h, però…

Dopo un’analisi accurata e una confutazione approfondita delle ipotesi finora elaborate, voglio enunciarvi la mia ipotesi. Il DC9 potrebbe essero stato colpito (o comunque è molto probabile che abbia subito le conseguenze dell’impatto) da un UFO. Questa ipotesi, per quanto effettivamente discutibile e senza, apparentemente, alcun riscontro, potrebbe spiegarci cosa è accaduto. Di seguito è allegato un link per il download di un documento che spiega le ragioni a favore di questa teoria: http://www.stragi80.it/documenti/ricostruzioni/ufo.pdf

Per quanto mirabolante e lunga, la spiegazione sopra fornita è davvero interessante. Possibile che sia davvero la spiegazione?

Sono solo gli alieni che cercano un contatto con noi o anche noi abbiamo desiderio di contattarli?

UFO nell’URSS: terreno inesplorato o buco nell’acqua?

Dopo aver parlato di UFO e extraterrestri negli Stati Uniti ed in Europa, è necessario citare, anche se brevemente, gli Ufo dell’Unione Sovietica. Il termine “Unione Sovietica” non è proprio esatto, poichè i casi che vedremo analizzati in seguito non sono accaduti nel periodo storico in cui i Paesi attorno alla Russia erano uniti insieme (quella che chiamavamo URSS, o se preferite la sigla internazionale, USSR), tuttavia, per generalizzare la posizione geografica al fine di evitare posizionamenti fisici errati dei singoli casi, si utilizza questo termine. Essi, per quanto sconosciuti ai più, sono in realtà particolarmente interessanti. Vediamo perchè. Mentre i dischi finora analizzati risultavano visibili solo ai più attenti, poichè quasi invisibili nei cieli a causa delle loro velocità supersoniche o dei materiali molto riflettenti, gli avestimenti Russi (tre, i più significativi) sono invece delle vere e proprie “bombe“. Il primo avvistamento, avvenuto nel 1908, è passato alla notorieta come “esplosione di Tunguska“. In realtà, invece, si è trattato di un equivoco. Quello che pareva fosse un incredibile incidente ufologico, era invece un’enorme esplosione causata (probabilmente) da un meteorite o comunque da un corpo celeste convenzionale. Il secondo caso storico, forse il più famoso, è accaduto nel 1986. Fu nominato “Height 611“, ispirandosi all’altitudine a cui è avvenuto il “fattaccio”, più comunemente noto come Monte Izvestkovaya. Purtroppo, in questo caso, le fonti da cui attingere sono quasi inesistenti, e le poche che sono riuscito a trovare erano tutte in Russo o in Inglese (traduzione di un testo originario scritto in Russo), perciò riportare e ricostruire come sono andati i fatti non è molto semplice. Tornando a noi, quello che ci interessa, è capire cosa è successo. Ebbene, verso le 8 di mattina, gli abitanti di un paesino situato sul Monte Izvestkovaya, videro una sfera di colore rosso (ironia della sorte, una sfera rossa in Russia…) sorvolare ad una velocità relativamente alta (si stima attorno ai 15 m/s) il paese. Giunta alla fatidica quota di 611 metri ha iniziato una discesa (non si è mai capito se repentina, zigzagante, alternata…) verso la parete rocciosa, terminata in un impatto alquanto violento. I testimoni dicono di non aver udito nessun rumore, nè durante il volo, nè durante la discesa; al momento dell’impatto non è chiaro, stando alle testimonianze, se è stato udito un “botto” o se si sono sviluppate fiamme. Alcuni sostengono che ci sia stato un piccolo incendio del boschetto accanto al luogo dell’impatto durato però meno di un’ora. Il giorno dopo l’impatto, un team di ufologi capitanato da Valery Dvuzhilny (Il suo nome ricorrerà poi verso il 2011 per la presunta scoperta di una piastra di alluminio aliena, ma questa è un’altra storia…) che trovarono sul luogo dell’impatto una traccia quadrata (c’è chi sostiene che misurasse 2 metri per 2, altri 3 metri per tre…) e, tutt’attorno, delle “goccioline” (?) di piombo, a quanto pare dalle analisi chimiche fatte su di esso, non si trattava di piombo convenzionale, raffrontato con il piombo estratto nella zona. Nella zona di atterraggio c’erano anche strane perline simili al vetro di colore nero e detriti. Il terreno ed un albero caduto sulla zona d’impatto sembravano fossero stati colpiti da temperature molto alte. Tuttavia non pareva ci fossero radiazioni più alte del normale. Gli ufologi registrarono la spedizione con due telecamere ma, una volta sviluppato il filmato, ottenero una pellicola bianca ( o vuota, che dir si voglia). Non avevano premuto il pulsante d’accensione? E’ stata una conseguenza dell’impatto del misterioso oggetto che impediva il regolare funzionamento dei dispositivi (cosa possibile, vedremo poi)? Chi ha sviluppato il filmato era un’incapace? Queste domande, purtroppo non troveranno mai risposta (o forse sì? Incrociamo le dita…). Per chi volesse approfondire la questione, allego il link dove è descritto l’incidente in modo più dettagliato, ma in Inglese: “http://en.wikipedia.org/wiki/Height_611_UFO_incident” Essendo una voce di Wikipedia, non posso garantire che tutte le informazioni riportate siano esatte, ma leggendolo mi pare che grossomodo cosrrisponda a ciò che ho trovato io… Il terzo ed ultimo caso, molto più recente (1990-1992) è forse il più misterioso dei tre. Anche qui, due enormi esplosioni, una nel 1990 e una nel 1992, interessarono la città di Sassowo. Purtroppo non ci sono ulteriori dettagli, nè se ci furono vittime, nè da cosa furono scaturite esattamente.

Tutto questo ci riporta alla domanda iniziale: per quello che mi riguarda, dal punto di vista ufologico, la Russia, è un terreno assolutamente inesplorato. Ci sono pochi dettagli riguardo agli avvistamenti e agli incidenti, e anche questi ultimi sono in numero molto basso, insolito per un territorio esteso come la Russia. Credo fermamente che, indagando seriamente, ci sia davvero molto da rivelare.

Tragedia di Ustica: uno dei più grandi misteri dello Stato Italiano, ma di chi è davvero la colpa?

 

Crop Circle: Cosa sono? Come vengono creati?

I Crop Circle, conosciuti come Cerchi nel Grano, sono delle strane forme astratte “incise” nei campi. Questo fenomeno, largamente diffuso nel Mondo, era praticamente sconosciuto fino a pochi anni fa. La forma più primitiva dei cerchi nel grano la ritroviamo a Nazca (Perù) con le cosìdette “Linee di Nazca” (FIG.1-2). Che cosa sono? Come dice il nome stesso, in questo altipiano, sono presenti enormi solchi nel terreno che raffigurano creature e disegni astratti. Pare che siano state prodotte dai Nazca, abitanti del luogo dell’epoca dei Maya (più o meno). Esattamente come i cerchi nel grano odierni, per apprezzarle bene bisogna sorvolarle a quote relativamente elevate, il che ci pone subito davanti ad un’altra domanda. Come hanno fatto a realizzarle? Ai tempi dei Maya i Cessna o i Piper non esistevano (o forse sì?), quindi è chiaro che esse siano state realizzate a terra o, comunque, da altezze moderate con speciali gru primitive (ipotesi fantascientifica la seconda, ma comunque non da escludersi…). Chi può dunque averli aiutati a creare oggetti di dimensioni imbarazzanti come questi? Forse gli extraterrestri (e dico forse)… La stessa ipotesi è stata presa in considerazione anche dagli archeologi che studiavano (e studiano) le Piramidi di Giza, anche esse un mistero, poichè le pietre sulla cima risultano ben più grandi di quelle alla base.

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Immagine (FIG.1-2) Ed eccole le Linee di Nazca, nella loro essenza più classica. Sono ben visibili le enormi dimensioni

Comunque, tornando ai Cerchi nel Grano, la maggior parte di essi si trova in Gran Bretagna, ma anche nella nostra Penisola si sono registratti alcuni casi. Di seguito sono riportate alcune foto dei più stravaganti:

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Se le Linee di Nazca sono grandi, questi sono almeno due o tre volte queste ultime. La cosa che più colpisce vedendoli non sono solo le dimensioni, ma anche le forme astratte quasi psichedeliche che li compongono. Incredibile anche la precisione con qui sono realizzati: sono esattamente simmetrici e regolari. Io non riuscirei a farli nemmeno su un foglio A4, figuratevi in un campo così immenso… I proprietari terreri giurano di svegliarsi la mattina e di trovare il campo così; chi li fà, oltre che un artista assoluto, è anche veloce… Il problema però è capire proprio chi c’è dietro. I contadini giurano di non essere in grado di creare figure così complesse in poco tempo. In molti tentarono di imitarli con trattori e falciatrici, ma con risultati assoluntamente deludenti. Strano anche il fatto che le spiche, anzichè risultare spezzate, recise alla base e poi depositate sul terreno, risultano piegate in modo netto, come se fossero state schiacciate da una forza incredibile. Venne diffuso anche un video dove erano raffigurate due sfere che davano origine ad un cerchio nel grano. Pareva la soluzione del mistero, ma si scoprì che era un falso fatto ad arte (se vi interessa, questo è il link: “http://youtu.be/7uXaLKzYapo” Nello stesso video ci sono anche alcuni fotogrammi di un cerchio già formato con alcune sfere intorno. Non so dirvi però nè chi sia l’autore nè se siano fotogrammi autentici o meno). Chi cammina sui cerchi nel grano e ne fà ragione di vita, dice che è un’esperienza quasi mistica, dove si provano sensazioni inconsuete. Essendo così diffusi e vicini a noi, spero di vederli dal vivo per riportarvi cosa succede esattamente.

UFO nell’URSS: terreno inesplorato o buco nell’acqua?

Falsi d’autore: ecco quanto è facile barare!

Ehi, cos’è quello?! Un Disco Volante, devo scattargli una foto!“. Ottima idea, ma che fare se il Disco non c’è? Semplice: creiamolo e scattiamo un bel falso d’autore!

Dunque, una delle piaghe più fastidiose dell’ufologia sono le immagini falsificate e ritoccate, talvolta così ben fatte da venir approvate come fonti attendibili! Se volete crearne una (e vi sconsiglio di farlo, perchè, come già detto, non c’è nulla di più fastidioso di scoprire che una foto, che magari abbiamo riportato in un articolo, risulti non vera!) basterà seguire pochi passi elementari e, anche con scarso impegno, i risultati non sono affatto deludenti. Prima di andare a cena, ho fatto un tentativo:

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Se osserviamo l’oggetto con attenzione, capiamo subito che forse non è veramente un Disco Volante: tenete conto però che l’ho realizzato in nemmeno 3 minuti prima di andare a mangiare… Con mezzi più seri, più tempo e, soprattutto, determinazione, chiunque può ottenere risultati di gran lunga migliori di questi, per quanto il mio tentativo non sia stato poi un totale disastro. Vi spiegherò in breve come ho realizzato l’oggetto e allegherò vari foto che mostrano i “processi di creazione”. Per prima cosa, vi servono: un paio di forbici, un foglio bianco, un paio di pinze, una grappetta, penna biro, nastro adesivo trasparente e nastro biadesivo. Tagliate una striscia non troppo lunga di biadesivo e incollatela sul foglio; prendete ora la grappetta, apritela fino ad ottenere una forma il più possibile lineare e poi tagliatene un segmento a piacere con le pinze. Sempre con esse, piegatela fino a formare un arco ampio abbastanza da ricordare un’arco (o metà) di un Disco. Incollatela sul biadesivo e contornatela con linee nere e spazi vuoti. Applicate ora il nastro trasparente su tutta la superficie e ritagliatelo a forma di ovale: appicicatelo sul vetro, scattategli qualche foto e questo è il risultato:

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La posizione di questa foto non l’ho scelta a caso. Per quanto l’oggetto sia a pochi centimetri dall’obiettivo della macchina, risulta sfuocato come le case sullo sfondo, mentre il muro di mattoni e la persiana, più vicini alla macchina rispetto agli altri oggetti, risultano invece molto definiti. Ciò fa sembrare il Disco molto più lontano, ingannandoci anche sulle sue reali dimensioni.

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Nella foto sopra è illustrato il primo passo: la graffetta, tagliata e piegata, incollata col biadesivo sul foglio. Manca solo la copertura con il nastro lucido e il ritaglio finale per dargli la forma discoidale tipica (foto sotto con aggiunti questi ultimi elementi).

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Qui di seguito sono riportate ulteriori immagini del risultato finale.

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IR e conseguenze: cosa succede a tante persone nel mondo?

Innanzitutto, mi scuso con voi per la lunga assenza. Purtroppo ho avuto scadenze da rispettare e impegni che mi hanno tenuto occupato per parecchio (Sola fù il blog e chi lo scrisse). Prima di partire con la nuova puntata della serie, vi informo che un mio amico mi ha raccontato (a grandi linee) che, qualche anno fa, sulla città di Prato, si registrarono numerosi avvistamenti, uno dei quali finito a Studio Aperto. Se riesco a trovare storie, testimonianze e foto ci scriverò un articolo.

Incontri Ravvicinati, dunque. La prima cosa che viene in mente a tutti noi (quasi tutti…) pensandoci, è il film “Incontri Ravvicinati del III Tipo” (FIG.1). Come mai proprio del III Tipo? Come riportato nel mio TOPIC (che trovate qui insieme all’articolo collegato: https://45girivolanti.wordpress.com/2013/04/09/la-mia-esperienza-con-gli-ufo-topic/) è chiaro che, fino ad ora, sono stati registrati più tipi di IR:

“IR 3) Una osservazione di esseri animati in associazione con un avvistamento di UFO;
IR 4) Un essere umano viene rapito da un UFO o dai suoi occupanti.”

Come si capisce guardando il film, infatti, tutto si incentra nell’incontro con queste strane creature extraterrestri. Ecco dunque spiegato il titolo. Per quanto il punto 3 possa risultare molto interessante, il punto 4 credo lo sia molto di più. Vediamo perchè dopo il salto.

Immagine (FIG.1) La copertina del film “Incontri Ravvicinati del III Tipo” di Steven Spielberg

Immaginatevi che uno dei vostri amici, parenti, colleghi… vi telefoni ansimando e, con voce tremante, vi dicesse di essere stato rapito dagli alieni: gli credereste? Credo che, per la maggior parte di voi, la risposta sia negativa. Forse è il pregiudizio che ci frega, non siamo disposti ad ammettere che ci sia altra vita nell’Universo, per cui fatichiamo assai a credere alla testimonianza del povero malcapitato. Altra situazione: voi stessi venite rapiti dagli alieni o, più semplicemente, vi capita di osservarli per caso: lo direste a tutti lasciando al destinatario la scelta di credervi o meno o terreste l’esperienza solo per voi? Credo che in molti sceglierebbero la seconda opzione. Paura di essere presi per pazzi o di essere posti sotto cattiva luce? O forse faticate voi stessi a credere a ciò che avete vissuto? Bah, non so che risposte darvi, stavolta… Quello che posso dirvi è che, fra i tanti coraggiosi che decidono di rendere pubblica la propria avventura, molti descrivono il fatto come un sogno, o come un evento svoltosi in una dimensione parallela. Una delle testimonianze che più mi ha colpito e interessato, ho avuto il piacere di ascoltarla qualche anno fa in un programma (A caccia di UFO) trasmesso su History Channel. Una famiglia americana che viveva vicino ad un boschetto, ha raccontato di aver visto, molto vicino a loro e praticamente a contatto con l’abitazione, degli strani globi rossi o bianchi (Foo Fighters? Chissà…) che iniziarono a volteggiare nel giardino. Il loro cane, iniziò ad abbaiare contro ad essi in modo davvero deciso: i globi si spostarono nel bosco e il cane li inseguì, nonostante i tentativi di bloccarlo da parte della famiglia. Poco dopo videro un lampo e udirono un lamento: si precipitarono in quella direzione e trovarono (se vi impressionate facilmente non vi conviene leggere la parte in grassetto) il cane trasformato in una specie di gelatina fluida, simile al miele. Diciamo che se prima credevate poco a questa storia adesso siete completamente sfiduciati… Scherzi a parte, la storia in sè è alquanto insolita, devo ammeterlo, ma come vedremo fra qualche articolo è possibile che gli UFO arrechino danni ad oggetti e, ancora più spesso, arrivino addirittura a fare esperimenti sugli animali del nostro pianeta. Concludo esprimendo la mia opinione: da ufologo principiante non ho le prove per affermare che gli alieni ci abbiano fatto visita, ma credo fermamente che sia una cosa davvero probabile; nel 1969, l’uomo, con tecnologie arretrate rispetto ad ora, è riuscito a raggiungere la Luna, quindi non vedo perchè creature presumibilmente più avanzate di noi non possano aver fatto lo stesso…

Crop Circle: Cosa sono? Come vengono creati?